SCOTT KELLY_Christian Ravellow

Lunedi 25 gennaio 2016
SCOTT KELLY (Neurosis)
CHVE (Amenra)

apertura porte: 21.29

ticket: 10 euro (prevendita: biglietteria online)

Primo tour solista dal 2012. Solo un uomo e la sua chitarra.

Getting a chance to come back to Europe is always an honor and it’s a place where I have always felt so much support for any artistic project that I have created. I very much look forward to traveling and performing with my brother CVE, he and I are like minded in art and values and I believe we will bring a significant show to each town we play. It’s been quite a few years of my and Colin’s friendship leading up to this moment I feel like the weight of this will be felt. I’m very much looking forward to this experience.” Scott Kelly 2015

In questi anni Scott ha realizzato due dischi che presenterà in questo tour: “Spirit Bound Flesh” e “Push Me On To The Sun”.

CHVE (Amenra)
CHVE2_Stefaan Temmerman low

Colin H. Van Eeckhout, high priest of the annihilating Amenra collective, has been exorcising inner demons solo as CHVE for a while now, armed with a hurdy-gurdy, a series of loops/effects and his imposing, intriguing esophagus.

On first full lengh release ‘Rasa’ (Consouling Sounds – 18/12) he digs – with his thoughts, scars and memories as survey map – in the direction of the essence of his own soul. A debut – filled with meditative soundscapes, drones, ritual folk and co-sculpted by Dehn Sora (Treha Sektori, Sembler Death) – that serves as a custom-made soundtrack to the search for your vulnerable self. Sincere, fragile and intense.

Colin H. Van Eeckhout is best known when he is surrounded by kindred spirits, but now he stepsinto the limelight all on his own.

This first solo album is preluded by a split 7” he released together with Nate Hall.

CHVE crafted his music and transformed it into a whole unique entity.
Instead of the folkish singer/songwriter track he premiered back in 2012/2015, CHVE now solely makes use of a hurdy gurdy and his voice as instruments to dig deep within his own self.
This is CHVE on his most vulnerable. Just a man, his thoughts, scars and memories, with his voice and his instrument.
The album is magnificently produced by Dehn Sora (Treha Sektori, Sembler Deah), and brings long soundscapes capturing in ambient and droning sounds what lies beyond what can be grasped by words.

In January CHVE will join Scott Kelly of Neurosis on tour in Europe.


Last Minute To Jaffna was born in Torino Italy in the mid 2000s. Torino is famous for being Italy’s darkest and most esoteric city, and the band’s heavy and atmospheric music has certainly been influenced by that. The first self released ep (2006) let them get known in Italy allowing them to tour in their country and abroad. With their 2008 debut album Volume I they marked a better refinement of their own music style, thus allowing them to tour intensively throughout Europe, even opening for Isis at Torino’s main independent festival and to get noticed by canadian label Abridged Pause which included their track Chapter XII in its Diluvian Temperals sampler. 2011 marked an important step in the band’s history: after playing an unplugged gig opening for Neurosis’ Scott Kelly they decided to record some old tracks and some new ones with acoustic guitars, clean voices and other odd instruments, helped by Fabrizio Modonese Palumbo of Young God Records’s act Larsen. The result was Volume III, which finally came to light in 2014.
On March 2nd 2015 the band released Volume II, recorded and mixed by Lorenzo Stecconi (Ufomammut, Zu, Lento) and mastered by Collin Jordan (Yob, Corrections House, Pelican).


Mercoledi 27 gennaio 2016
open act: KRANO

apertura porte: 21.29

ticket: UP TO YOU!

Mark Sultan è da molti anni un’icona della scena garage-rock mondiale grazie alla sua militanza in band come The King Khan & BBQ Show, The Almighty Defenders (Sultan, Khan, Black Lips), BBQ, The Ding-Dongs (con Bloodshot Bill), The Spaceshits, Les Sexareenos…, e aver pubblicato dischi con etichette di riferimento come In The Red, Last Gang, Crypt, Fat Possum, Goner, Sub Pop, Vice, Bomp!, Norton, Sympathy For The Record Industry

Le sue ultime uscite discografiche (‘Whatever I Want‘ e “Whenever I Want‘ per In The Red Records e alcuni 7″ tra cui uno split con i Black Lips) presentano canzoni sempre in linea con il suo stile: rock’n'roll, psych, avant garde, free jazz, doo wop, r&b, garage punk, punk rock… il tutto gettato in una pentola e cucinato assieme alla sua incredibile voce. Le nuove registrazioni contengono inoltre alcune cover di Ultravox, The Stains, The Four Lords e vedono la collaborazione di alcuni importanti musicisti come Choyce (Red Mass), Jared e Cole dei Black Lips, Erin (Spits), Danny (The Gories).


In poche parole: Folk disastrato dal Veneto, minimale e a base di prosecco.
Progetto nato nel 2013 dal chitarrista blues psichedelico Krano, che, dopo aver militato in gruppi come Vermillion Sands, Movie Star Junkies, La Piramide di Sangue e Vernon Sélavy, ha deciso di dilettarsi con questo side project.
Qui il cantautorato country a stelle e strisce viene condito con il dialetto trevigiano nell’intento di dare voce tanto alla lingua quanto al genere musicale, varcando i limiti entro cui sono sempre stati confinati. Dopo una serie soddisfacente di esibizioni in solitaria, Krano ha deciso di riarrangiare le sue composizioni in chiave rock arruolando per i suoi concerti una band composta da membri di diversi gruppi come Movie Star Junkies e La Piramide di Sangue.
Il live è una sorta di melting pot tra Veneto e Stati Uniti, dove composizioni tradizionali blues si mischiano a sonorità cowpunk in stile Meat Puppets e a melodie folk avvinazzate alla Country Teasers.


Giovedi 28 gennaio 2016
premiere show-case live

apertura porte: 21.00

ingresso gratuito

sPAZIO 211 is going to host the first live concert of the 18 years old song-writer Alessandro Bossi a.k.a. KIOL. The artist will propose a selection of songs composed for his first EP available from April 2016.

Hi, here’s KIOL. I played the drums for many years, believing it was the best way to reach people, but later I was encouraged by some Irish fellas to sing, they gave me the name “CEOL” that means music in Gaelic and that’s pronounced “KIOL”; I started to discover many things about me, about all us, to listen to the Gods of music, from James Brown to all the others.
Finally I’ve discovered my voice, then I’ve written many songs, many messages, many situation, in which people usually feel understood.
That’s why I’m doing this. That’s why I want to involve people to see what’s going on  around us, historically and culturally speaking by my point of view.

Here’s KIOL, bet you like it.


Sabato 30 gennaio 2016
Le Capre a Sonagli + Bettie Blue

apertura porte: 21.59

ticket: up to you!

La storia de Le Capre a Sonagli comincia nel 2000 quando, con il nome di Mercuryo Cromo, la band si fa notare suonando con Sick Tamburo, Cisco, Zen Circus, Giorgio Canali e partecipando a concorsi di livello nazionale. In particolare, la vittoria del contest Nuovi suoni live, permette al gruppo di esibirsi con gli Afterhours e dare alla luce il disco “TORMENTA” (Suonovivo / Nautilus con Giovanni Versari).
Dal 2010 la band decide di operare una maggiore sperimentazione a livello compositivo. Il processo porterà alla definizione di una nuova identità: Le Capre a Sonagli vengono presentate ufficialmente il 1° aprile 2011 contestualmente all’omonimo ep.
Il gruppo ottiene subito importanti consensi: ottimi piazzamenti in vari concorsi, una serata in apertura agli Asian Dub Foundation, moltissimi live.
Nell’ottobre 2012, il disco di debutto “SADICAPRA” è in esclusiva streaming integrale su La Repubblica XL, “album del giorno” su RockIt (che presenterà, sempre in esclusiva, anche il video di “CARONTE“). A cascata, arrivano recensioni entusiastiche, passaggi radiofonici importanti, la vittoria della finale lombarda di Arezzo Wave 2013, la nomina nella categoria “miglior autoproduzione 2013” al premio PIMI.
Nel corso dell’estate del 2014, Le Capre a Sonagli concludono il tour di concerti iniziato a fine 2012: il bilanciere segna un’ottantina di date, su e giù per i palchi di tutta la penisola.
A marzo 2015 vede l’uscita il nuovo lavoro discografico “IL FAUNO”: evocativo e sporco, calpesta il rock tra blues incatramati e un approcco lo-fi.
Un disco come unità: organico sviluppo di tracce di un macrobrano. Concept album che evoca in suite sogni lisergici e narrazioni freak, miscelando un condensato eclettico di personaggi e luoghi scordati. IL FAUNO è in esclusiva streaming integrale su La Repubblica XL mentre il video “Piccolo di Joe Koala” e “La suite del demonietto – prima parte” sono in esclusiva per RockIt.
La prima parte del tour porta i nostri in lungo e largo per l’Italia con una serie di 30 date nei primi tre mesi: tra le importanti tappe sono da citare la presenza al MI AMI 2015 e l’opening act per i Verdena allo Sherwood Festival 2015.

bettie blue

Bettie Blue è un duo rock/stoner composto da Bettie alla batteria e Blue alla chitarra e alla voce.I due si conoscono già da ragazzini ma in adolescenza si perdono di vista: Blue si dedica ad attività musicalit e terapeutiche e Bettie alla scultura. Poi, così come si erano persi, per puro caso si ritrovano a trascorrere di nuovo molto tempo insieme: condividono viaggi, case, animali, film, libri, dischi, droghe, amore, odio. Per puro gioco Bettie inizia a picchiare le pelli della batteria e si ritrovano a condividere anche la musica. L’attività del duo inizia nel 2011 con il loro primo demo che non ha un nome ed è composto da 5 brani registrati autonomamente in un paio d’ore di presa diretta. Segue un lungo e intenso periodo di gavetta tra i club e i centri sociali torinesi e molto presto arrivano anche le prime trasferte. Nell’estate 2013 il sound è cambiato e i Bettie Blue si registrano da soli con un TEAC 8 piste a bobina da 2 pollici e mixer analogico anni ’70 – entrambi presi in prestito da un amico. In due giorni partoriscono “Stoneselvatique”, EP composto da cinque brani in lingua inglese. Le poche copie dell’EP vengono esaurite rapidamente nei concertiestivi dove il duo si trova a calcare palchi sempre più impegnativi come Nofest!, Sisley Independent Tour, Spaziale Festival, Paratissima, Sommergem Festival, Fortissimo… Il nome gira tra i musicisti e gli addetti ai lavori e la band entra in contatto con il cantante Omid Jazi che dopo aver fatto parlare di sè con i suoi album e le sue collaborazioni si fa notare anche come produttore. Nella primavera del2014 i Bettie Blue sbarcano a Londra e registrano il nuovo album con lui. Le riprese sono affidate al sound engineer Shuta Shinoda (Primal Scream, My Bloody Valentine, Hot Chip) mentre Omid cura produzione artistica, mix e mastering. In due giorni di intense sessions i Bettie Blue incidono le 8 tracce di “Yuma“, il loro primo LP che uscito in Italia il 17 marzo 2015.


Martedi 2 febbraio 2016

apertura porte: 21.29

ticket: 12 euro (prevendita: biglietteria online)

Da un’idea di Xabier Iriondo, Franz Valente e Pierpaolo Capovilla, un nuovo progetto musicale interamente dedicato al rock più massimalista. Il disco, composto e registrato in tre giorni, prende forma negli studi di registrazione La Sauna, nel varesotto. Xabier, Francesco e Pierpaolo propongono a Euegene S. Robinson, storica voce degli Oxbow, di prendere parte alla nuova avventura. Eugene registra presso gli studi Monte Vallier, di San Francisco, USA. Giulio Ragno Favero, infine, si prende cura del missaggio e del mastering delle 9 canzoni dell’album. Nasce così una nuova band: Buñuel, dal nome del grande regista messicano. Nove tracce, trenta minuti di furia sonora, l’album d’esordio di Buñuel ci introduce in un’atmosfera purgatoriale, vera e propria cifra artistica di Eugene S.Robinson: una sorta di incubo ad occhi aperti, dove voce e parole si intersecano in costrutti sonori violentissimi, dotati della carica “elettrica” caratteristica dello stile chitarristico di Xabier Iriondo, con Franz Valente e Pierpaolo Capovilla ad occuparsi di una sezione ritmica serratissima, episodicamente lenta ed infernale, rapidissima e hard- core nella maggior parte dell’album. Il disco d’esordio di Buñuel è uno sforzo artistico privo di compromessi, estremista nelle intenzioni ed estremo nella sua realizzazione.

Buñuel sono:
Xabier Iriondo – chitarre, melobar, mahai metak
Pierpaolo Capovilla – basso
Franz Valente – batteria
Eugene S.Robinson – voce!/Bunuelband


Giovedi 4 febbraio 2016

apertura porte: 21.29

ticket: 12 euro (prevendita: biglietteria online)

Con Cabinet Of Curiosities, il suo album di debutto, l’olandese Jacco Gardner ha catturato l’attenzione di tutti, da Pitchfork a NME. All’uscita dell’album è seguito un tour che lo ha portato in molte città e importanti festival d’Europa e Stati Uniti, e che gli ha fatto guadagnare un EBBA Award nel 2014. Jacco Gardner è ora al lavoro su un nuovo disco e ha annunciato un tour che toccherà anche l’Italia.

Jacco Gardner è anticonformista, è qualcosa di completamente diverso, distante anni luce da tutti i colleghi della sua generazione, fluttua in una dimensione temporale tutta sua.
La sua musica racchiude l’essenza della psichedelia e del pop barocco. Distintamente olandese, segnato dalla malinconica nostalgia dei maestri degli anni ’60, Gardner è alla pari con i migliori nuovi artisti, ma in qualche modo più onesto. La passione per la musica di questo giovane artista olandese nasce grazie a Syd Barrett. Infatti, Jacco scopre negli arrangiamenti accattivanti e nei giochi di parole surreali di Barrett la capacità di poter ricreare quella gioia tipica dell’infanzia e quella paura angosciosa da incubo dei vecchi film di fiabe anni ’70. Nella sua musica non mancano i richiami alle musiche di Studio Ghibli, all’artista Curt Boettcher e al sound The Zombies. La musica di Jacco si svolge in atmosfere parallele, tra visioni bucoliche e giocosi arrangiamenti barocchi, tra il psychpop e le atmosfere fiabesche.
Jacco Gardner è sicuramente un talento emergente che non ha paura di seguire il proprio percorso unico.


La band nasce nel 2012 dalle menti di Jacopo Lanotte, Luca Chiorra e Angelo Viviani. Le prime influenze musicali che avvicinano i tre e li spingono a formare un gruppo sono radicate tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70, tra psychedelia in stile sixstees (The Doors, Pink Floyd, The Beatles post 65, Nugget’s generation) e rock progressive (Genesis, King Crimson, Caravan). I tre cominciano a farsi le ossa sui palchi dei vari concorsi cittadini (pagella non solo rock prima di tutti) e a registrare qualche demo amatoriale. E’ con l’arrivo del 2013 che la giovane band (i componenti si aggirano intorno ai 17 anni di età) decide di fare sul serio registrando il primo ep, autoprodotto e ascoltabile/scaricabile sul sito web: Soundcloud. L’ep dal titolo Home At Least si compone di cinque brani per lo più strumentali dove le prime influenze psych-prog si mischiano e si riarrangiano con un nuovo amore musicale ed estetico: lo shoegaze e gli anni 90 (gruppi di riferimento senza dubbio quelli della scena ingelese: My bloody Valentine, Ride, Slowdive, Adorable, Jesus and Mary Chain, Spaceman 3). Grazie al lavoro in studio della band i The Yellow Traffic Light nello stesso anno si esibiscono live con la neonata band psych-shoegaze londinese SPLASHH e successivamente con il progetto musicale psichedelico kraut cileno: Foolakzoid. L’importante passaggio che la band si è trovata ad affrontare è rintracciabile proprio in questo periodo nel quale la formazione originaria si allarga con l’ingresso di Federico Mariani  e Lorenzo Avataneo. I due nuovi membri, provenienti da un progetto precedente (Face Off) conclusosi proprio nell’autunno 2013, si uniscono al trio e si alternano chi alla chitarra chi alla tastiera. Il sound della band si fa sempre più maturo e pieno, i brani vengono eseguiti con maggior cura e metodo lasciando meno spazio alle improvvisazioni tanto care al primo periodo. Così orchestrati i The Yellow Traffic Light decidono di realizzare  un secondo ep prodotto in in maniera più autentica e maggiormente sponsorizzato. Ed è così che nell’estate del 2014 viene registrato, mixato e masterizzato “Dreamless” composto da tre brani il primo dei quali, “April” compare nel videoclip che lo accompagna.
L’ultimo lavoro della band di recente pubblicazione “To Fade At Dusk” è un Ep dalle tinte più oscure, tormentate e frenetiche rispetto al precedente “Dreamless”. I testi dei brani risultano più impegnati e ragionati rispetto all’immediatezza emotiva del primo lavoro e i suoni si fanno più nervosi e oscuri, avvolgendo le liriche in un vortice riverberante soprattutto per quanto concerne la linea ritmica.I bassi e la batteria spingono sull’acceleratore come quasi mai accadeva in “Dreamless” le chitarre seguono su giri melodici altalenanti tra wave, post-punk e kraut-rock.



Sabato 6 febbraio 2016



apertura porte: 22:00

ticket: 5 euro

TWENEBOA (CINIBOA) vuol dire albero-tamburo in ghanese è il nome di un grande albero africano dal quale vengono intagliati tamburi tradizionali. Mauro Camilleri Nasce a Torino nel 1982 da genitori siciliani comincia a muovere i suoi primi passi con la musica fin da piccolissimo. La musica rappresenta l’aspetto più importante e gratificante della sua vita fin dalla sua infanzia. Da subito mostra una spiccata passione verso ogni genere di strumento musicale, cominciando a suonare la melodica a fiato e le tastiere. All’età di 15 anni scrive le sue prime canzoni dalle sonorità reggae accompagnandosi con la chitarra acustica. La sua esperienza è cresciuta grazie ai diversi progetti e alle diverse band che si susseguono negli anni dove si propone come compositore arrangiatore e cantante. Il viaggio in Ghana nel 2008 è di profonda ispirazione per la sua vita musicale e spirituale, al suo ritorno TWENEBOA pubblica il suo primo EP interamente autoprodotto dal nome: “BRIGHT LIGHT IN THE DARKNESS” dalle sonorità Roots Reggae, dub e soul, mentre i testi delle canzoni sono incentrati sulla ricerca spirituale e sulla consapevolezza. Nel 2009 nasce CREATION un progetto che vuole riportare la musica Reggae alla sua essenza. Tweneboa è il Frontman voce principale e autore di gran parte dei pezzi proposti nei live, insieme all’amico Cristian Demaestri con cui armonizza le parti vocali. Tra i componenti della band vi sono vecchie conoscenze del panorama Reggae Torinese. Dopo il progetto CREATION il cantautore Torinese è pronto per il nuovo progetto solista. A maggio 2014 si presenta con 3 nuove tunes al concerto di ALBOROSIE a Torino riscuotendo grandi consensi. Collabora con diversi dj del panorama Torinese: DJVALE, CHARLIE, GIGAWAVE, MADO’CHE CREW, BUNNA degli Africa Unite. Ha condiviso il palco con TRAIN TO ROOTS, MELLOW MOOD, SUNSOOLEY, MAMAMARJAS, RAPHAEL, LIOND.

Nel settembre 2015 esce con un nuovo videoclip del primo singolo dal titolo “SUNNYDAY” featuring SUNSOOLEY per lanciare il suo nuovo album dal titolo “THE ANSWER” un album che segna l’inizio di un nuovo percorso.


Venerdi 12 febbraio 2016 @ HMA

Via Carlo Bossoli 83, Torino


ticket: 22 euro (prevendita:, e

Acclamato dalla critica e dal pubblico per la sua carismatica presenza scenica, ha condiviso il palco con Bon Iver ed è stato paragonato a Bob Dylan per la sua abilità nel comporre canzoni e per lo stile vocale, fatto di musica e poesia.
A tre anni di distanza da There’s No Leaving Now, Kristian Matsson, in arte The Tallest Man On Earth, ha fatto ritorno sulla scena musicale con un nuovo album.
Dark Bird Is Home, uscito lo scorso 12 Maggio per la Dead Oceans, è il quarto e più intenso disco di Kristian Matsson: è il suo lavoro più rumoroso e con il sound più ricco, ma allo stesso tempo il più morbido e umile.
Dark Bird Is Home è il The Tallest Man più personale e diretto, il più profondo e il più oscuro che mai.
Nato il 30 Aprile del 1983 in Svezia, a Dalarna per la precisione, cantante e compositore, dal 2006 ha realizzato tre album e due EP.
E’ conosciuto per il suo modo di registrare e produrre i propri dischi, perché lo fa in casa, in qualsiasi casa abiti in quel momento. Ha sempre affermato che la connessione tra la sua voce e la sua chitarra è così forte che raramente le registra come tracce separate.
Dark Bird Is Home è il quarto e più intenso album di Kristian Matsson. Pubblicato lo scorso 12 maggio 2015 per Dead Oceans, l’album è stato anticipato dal singolo Sagres. L’annuncio dell’album è stato accompagnato da un video trailer in cui lo si vede immerso nella natura, alle prese con boschi, prati e laghi, mentre una voce fuoricampo annuncia “This is not the end“.
Verso la fine del primo brano si sente entrare una voce, quasi fuoricampo, che accompagnerà e sosterrà Kristian Matsson per buona parte del disco aggiungendo nuovo colore alla tavolozza musicale. E così la storia si sviluppa e si espande. Il sound si arricchisce di fiati, pianoforte, tastiere, sintetizzatori.
Conosciuto sia dai critici che dai suoi fan per la sua carismatica presenza scenica, ha condiviso il palcoscenico anche con Bon Iver.
I critici l’hanno paragonato a Bob Dylan sia per l’abilità nel comporre le canzoni che per lo stile vocale; Matsson stesso ha sempre dichiarato di ispirarsi a Dylan sin dall’età di 15 anni quando iniziò ad ascoltare i suoi dischi e ad immergersi in questo mondo fatto di musica e poesia.

TarantulaWaltz_press piclow
Markus Svenssons, 29 anni nato a Stoccolma, è l’uomo che si nasconde dietro il moniker di The Tarantula Waltz. Con tre album acclamati dalla critica di tutta Europa all’attivo, TTW è famoso per i suoi live. Negli ultimi anni ha girato molto per l’Europa sia in solo che con la sua band come supporter de The War On Drugs, Damien Jurado, Kathleen Edwards, First Aid Kit, Mark Lanegan & Isobel Campbell, Iron and Wine, Great Lake Swimmers e tanti altri.
Nell’autunno 2013 la rivista americana PASTE lo ha nominato “Best of what’s next”.
Il suo lavoro, Tinder Stick Neck, pubblicato ad Aprile 2014, è stato accolto con entusiasmo dalla critica ricevendo la nomina di “Singer / Songwriter od the year” ai Manifestgalan.
Lo scorso 20 Maggio The Tarantula Waltz ha pubblicato un nuovo Ep, Lynx via Woah Dad!


Sabato 13 febbraio 2016

apertura porte: 21.59

ticket: 10 (prevendita: biglietteria online)

I Diaframma sono uno dei gruppi più rappresentativi della famosa scena fiorentina degli anni ottanta e “Siberia“, il loro album d’esordio, uscito nel Dicembre 1984, è una pietra miliera della new wave italiana.
Dopo 30 anni di carriera, i Diaframma sono incarnati dal cantante, chitarrista e autore dei testi Federico Fiumani, da sempre perno della formazione.

Dalla darkwave degli esordi, i Diaframma si sono via via orientati verso un punk rock cantautoriale. Durante i vari cambi di formazione, diversi musicisti hanno contribuito alla vita della band, sia in studio che in tour: Gianni Cicchi, Alessandro Raimondi, Renzo Franchi Daniele Trambusti, Alessandro Gerbi, Gianni Cerone, Alessio Riccio, Lorenzo Moretto (batteria), Simone Giuliani (tastiere/cori), Alessandro Gherardi (tastiere), Leandro Cicchi, Leandro Braccini, Guido Melis, Riccardo “Foggy” Biliotti, Lorenzo Alderighi (basso).

La canzone “Libra” è citata nel famoso romanzo di Enrico Brizzi “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” (pag 54) nella sua versione live con riferimenti alla voce di Federico Fiumani.

trip 20

Sabato 20 febbraio 2016
Michela Grena Wicked Dub Division

open act: SMALL AXE


apertura porte: 22.00

ticket: 7 euro

Michela Grena e i Wicked Dub Division, dopo il loro incontro nel febbraio del 2014, hanno dato vita inizialmente al progetto The Rootical Dub Session, con la volontà di creare una band con un sound capace di mescolare i suoni caldi delle origini alle sfumature più wicked e minimali delle dub version anche dal vivo. In un primo momento si sono dedicati alla rivisitazione di brani evocativi e mistici, tratti dai repertori degli artisti della tradizione conscious reggae/roots come Horace Andy, Lee Perry, Misty in Roots, The Silverstones, Black Uhuru e molti altri. riscuotendo grande successo durante i loro concerti in tutta Italia. La spinta creativa ha portato però WDD & Michela Grena a creare tunes originali come Autumn drops, primo singolo pubblicato dal combo a dicembre del 2014, e How many women, uscito tre mesi dopo. Entrambi sono contenuti nel disco Dub drops, presentato a maggio 2015.


Giovedi 25 febbraio 2016
opening: STEREOLAD

prima e dopo il concerto: ANDREA POMINI DJ SET

apertura porte: 21.29

ticket: 15 euro (prevendita: biglietteria online)

L’eccentrica band newyorkese punk-funk-dance guidata da Nic Offer torna in Italia per presentare il nuovo album AS IF, sesto album in studio.
Miscela esplosiva di punk, funk, disco e psichedelia i !!! riescono a fondere perfettamente le caratteristiche del rock con quelle della dance dando vita nei loro live a indimenticabili party infuocati. Non è esagerato affermare che non esiste nessun gruppo avvicinabile ai !!!

Il risultato musicale delle loro numerose e variegate influenze infatti è completamente originale e inedito.
Con 5 album incredibili all’attivo, di cui 3 per la celebre etichetta Warp, i !!! (Chk Chk Chk) si sono imposti all’attenzione del pubblico e della critica soprattutto grazie ai loro show dal vivo, un vero concentrato di energia che fonde impulsi dance e funk con una attitudine decisamente punk.
I !!! debuttano nel 2000 con un album intitolato semplicemente !!! per l’etichetta Gold Standard Laboratories. A questo sorprendente debutto fa seguito nel 2004 Il secondo album Louden Up Now, prodotto negli USA dalla Touch and Go e in Europa dalla Warp Records che ottiene un grandissimo successo tanto da portare la band ad aprire i live dei Red Hot Chili Peppers in US. Nel 2007 è poi la volta del bellissimo Myth Takes che consacra definitivamente la band in tutto il mondo. Seguono Strange Weather, isn’t it ? E Thr!!!er.


Hey, we’re really excited to announce the debut tour of our side project band, STEREOLAD, who will be opening for us on our U.S. tour. As one might guess, we are a STEREOLAB tribute band and will be performing some of our favorite songs by them. Why? Just for a kicks, for a laugh, just cuz we want to. Same reasons we’ve been !!! all along.
But seriously, we like a challenge, it seemed like a fun way to press our boundaries, we like to play, it was cheaper than hiring the real Stereolab to open for us and I look fantastic in a dress. So there. That seems like enough good reasons, no? Stereolab were one of the few bright spots for us in the droll hatemyselfeverythingsuxanyways attitude of 90′s guitar bands. Their minimalism and drone techniques actually had a great influence on the way we approached the funk when we first started, so it seems fitting to pay tribute to them.

If ur not a fan, maybe u will be after the show. If u know someone who is not a fan of us, maybe they’ll like Stereolad better. Maybe we’ll blow our own selves off the stage some nights. Maybeeeee, anything can happen. SO COME ON DOWN OR SOMETHING. Or don’t. Just stay home and imagine what u think it might sound like. Not really a good way to live but u do u, and we’ll do Stereolad.


Sabato 27 febbraio 2016
opening: CLETUS

apertura porte: 21.59

ticket: 8 euro (prevendita: biglietteria online)

Il trio dancegaze genovese torna in tour per presentare il nuovo album Where Are You Now, appena pubblicato da n5MD / Goodfellas.

Un disco la cui completa assimilazione può rivelarsi uno dei piaceri più raffinati dell’anno.Maurizio Blatto / Rumore

In questo i port-royal si confermano maestri. “Where Are You Now” si disvela a poco a poco, smettendo così i panni dell’esercizio di maniera e comunicando, un ascolto dopo l’altro, le proprie intenzioni espressive, la solidità delle sue

Le nuove strutture, i timbri e le variazioni sono capaci di far piangere di gioia tanto risultano azzeccate, come se i dettagli andassero a formare un unico

Mettiti un paio di buone cuffie, sdraiati, chiudi gli occhi e lascia che i suoni evochino immagini.
Sono passati quasi sei anni dal loro ultimo full length Dying In Time, senza contare la compilation del 2011 di remix e rarità intitolata 2000-2010: The Golden Age Of Consumerism (sempre per l’americana n5MD) e l’album del progetto parallelo di Attilio Bruzzone Diamat nel 2013.

Quel vecchio adagio che dice che le cose buone arrivano per chi sa aspettare non è mai stato più vero. Where Are You Now riempie questi sei anni con temi familiari e ricorrenti per la band, aggiungendo tuttavia nuove componenti all’universo sonoro dei port-royal. Tali elementi sono chiaramente presenti nel luccichio pop di brani come “Death Of A Manifesto” e “Alma M.” e nel battito muscolare, quasi industriale, che compare in alcune sezioni di “Karl Marx Song” e “Theodor W. Adorno”; ma non preoccupatevi perché nelle mani dei port-royal queste risultano componenti inseparabili dalla miscela di post-rock, dream-pop e dance music a cui la band ci ha abituati negli anni.


La musica di Cletus ruota attorno alle pericolanti armonie del chitarrista Stefano Danusso accompagnato da un incedere ritmico che guarda all’elettronica europea e alla musica afroamericana.
La formazione, decisamente eterogenea, non tollera etichette e la medesima composizione risulta di volta in volta cangiante, l’intenzione si fa musica, la musica muta l’intenzione verso un’interpretazione sempre nuova di un materiale sonoro a cavallo tra minimalismo e sperimentazione.


Domenica 28 febbraio 2016 @ HMA

Via Bossoli 83, Torino


apertura porte: 20.30

Come tutti sanno, gli Eagles Of Death Metal sono stati costretti a cancellare le date previste i primi giorni di dicembre dopo essere stati coinvolti nei terribili attentati terroristici di Parigi del 13 novembre. La band aveva garantito che avrebbe recuperato le date perse e siamo felici di poter oggi annunciare che a febbraio Hughes e soci saranno in Italia.
Jesse Hughes e Joshua Homme, co-fondatori della band rock americana EODM (Eagles Of Death Metal), dopo ben sette anni hanno pubblicato il loro quarto album in studio, ZIPPER DOWN su T-Boy/Universal Music e anticipato dal singolo Complexity.
Per le registrazioni di ZIPPER DOWN ai Pink Duck Studios di Burbank, California, Hughes e Homme hanno scritto insieme tutte le canzoni, tranne la cover dei Duran Duran “Save A Prayer”. I due hanno anche suonato tutti gli strumenti e cantato i brani. Della produzione si è occupato Homme.
Il nuovo album, ZIPPER DOWN, per me è un’attitudine e una filosofia di vita”, dichiara Hughes. “Non si dovrebbe chiudere la lampo, ma bisognerebbe tenerla abbassata e lasciare tutto fuori a penzoloni”.
Per quel che concerne il primo singolo, Homme precisa: “‘Complexity’ è l’equivalente musicale di afferrare una zampa di coniglio portafortuna con lo sfortunato coniglio ancora attaccato”. “‘Complexity’ è il nostro modo di dire ‘Falla facile, stupido”, aggiunge Hughes.
Nonostante il loro nome, gli EODM (Eagles Of Death Metal) non sono un gruppo death metal. Jesse Hughes ha così spiegato ad una rivista la storia del nome della band: “Un mio amico, Lou, stava cercando di convincere Josh Homme ad ascoltare death metal. Gli fece ascoltare i Vader, e Josh disse che sembravano “gli Eagles del death metal”.
La musica degli Eagles Of Death Metal ha però ben poco a che vedere sia con gli Eagles che, men che meno, con il metal! Formatisi nel 1998 a Palm Desert, California, gli Eagles Of Death Metal compaiono per la prima volta su una raccolta dal nome “The Desert Sessions Volumes 3 & 4” di Josh Homme, uscita in quell’anno. Negli anni immediatamente successivi, Josh Homme si dedica però principalmente al suo progetto con i Queens Of The Stone Age, che cominciano in quel periodo a riscuotere un enorme successo. Ma sulla sua presenza negli Eagles Of Death Metal Josh Homme ha sempre dichiarato: “Non è un mio side project. Sto in due band. Sono musicalmente schizofrenico, e gli Eagles Of Detah Metal sono una delle mie personalità”.
Il vero e proprio album di debutto arriva nel 2004 con Peace, Love, Death Metal. Molti dei pezzi contenuti nel disco si rivelano dei tormentoni, anche grazie alla loro acquisizione da parte di diversi spot commerciali (dalla birra alle auto, dalle catene di fastfood alle scarpe), di famosissimi videogiochi (Gran Turismo 4 e Tony Hawk’s Project 8) ed al loro uso per trailer di film come Thank You For Smoking e Grindhouse.
Il secondo lavoro, Death By Sexy, esce nel 2006 e la band parte per una serie di tour tra cui quello di supporto agli Strokes. Nel 2006 gli Eagles Of Death Metal aprono un concerto dei Guns N’Roses a Cleveland, non sfuggendo al cliché di isteria che da sempre circonda il loro frontman: una volta salito sul palco Axl Rose li chiama infatti “Pigeons Of Shitmetal”. Gli Eagles of Death Metal hanno sempre scherzato su questo avvenimento, al punto che Jesse Hughes si è fatto tatuare la scritta “Pigeons Of Shitmetal” sul suo braccio sinistro.
Heart On è il terzo album della band. Su di esso una manciata di ospiti celebri: la tatuatrice Kat Von D, la musicista delle Distillers (ma ben più nota ex moglie di Tim Armstrong) Brody Dalle oltre a varie vecchie conoscenze dei Queens Of The Stone Age. Gli Eagles Of Death Metal non sono nuovi a collaborazioni d’eccezione: in passato, tra i loro ospiti, nientemeno che Jack White e Dave Grohl.

info: 349.3172164


Venerdì 4 marzo 2016
opening: SLOKS

apertura porte: 21.29

ticket: up to you!

Continua ad espandersi il sound di questa band, travolgente su disco e soprattutto sopra il palco, come si saranno accorti i molti presenti all’ultimo Beaches Brew Festival. Il progetto nasce nel 2010 dall’incontro tra il bordolese Arthur e la booker torinese Paula. Canzoni scritte senza alcuna particolare intenzione, che mischiano un mordente sound garage ad un animo pop e che verranno stampate nel Satan EP. Il primo e il secondo album, Sick of Love e Hell Death Samba segnano l’inizio della collaborazione con l’americana Slovenly Records. Ma è il terzo disco, Faraway Land (2012), uscito per l’etichetta franco/belga Teenage Menopause Records, a portare la band all’attenzione della stampa e della critica, tanto da venir proclamata come una delle formazioni più inuenti nel panorama rock francese dalla rivista Technikart. I JC Satàn portano il loro sound unico ed esplosivo in molti importanti festivals continentali (Transmusicales, Eurockeennes, Rock en Seine, le Guess Who?), lunghi tour per l’Europa (supportando anche il tour di Ty Segall nell’autunno 2014) e perno un tour negli USA.
Son passati ovviamente molte volte nella nostra penisola, l’ultima volta nell’estate 2015 per partecipare al già citato Beaches Brew Festival di Marina di Ravenna.
Il nuovo album, intitolato semplicemente J.C. Satàn (Born Bad Records), registrato già nel 2014, segna un ulteriore crescita nella scrittura e nelle sonorità, come se gli Swans stessero suonando i brani dei Pixies sotto massicce dosi di lsd.


Un nuovo gruppo è emerso dalla grigia, bigia, funesta nebbia che soffoca Torino. Gli SLOKS suonano punk. Blues. Garage. Peter Chopstick litiga con la batteria. Buddy Fuzz usa la chitarra come una sega elettrica. E Ivy Claudy vomita bile e maledizioni. Suonano in giro, gli SLOKS, ma pure in studio. Ci sono appena stati, in effetti. Al Boto’s Farm, “guidati” Mano e la collaborazione di Walter Bruno, a novembre hanno messo su nastro la loro prima incisione ufficiale, “ONE UP”. A breve è facile che la possiate pure trovare in giro.


Venerdi 11 marzo 2016

apertura porte: 21.30

ticket: 15 euro (prevendita: biglietteria online)

Il Teatro degli Orrori nascono nell’Aprile del 2005. Pierpaolo Capovilla, Gionata Mirai, e Francesco Valente, dopo un breve periodo di prove nella formazione a “trio”, con Pierpaolo al basso e voce, Gionata alla chitarra, e Francesco alla batteria, decidono di chiedere a Giulio Ragno Favero, già chitarrista e produttore artistico di One
Dimensional Man, di entrare a far parte del gruppo come bassista. Nel 2007, esce il loro primo album, Dell’ Impero delle Tenebre, per La Tempesta Dischi. È l’ inizio di una lunga avventura. Il successo di critica è immediato ed unanime.
Forte è la sorpresa per l’ uso della lingua italiana nelle canzoni. È banale, ma pochi si aspettavano un cambio di rotta tale nelle produzioni di Pierpaolo, che con One Dimensional Man aveva sempre cantato in inglese.
Nel 2008 realizzano uno “split” in vinile con i romani ZU, contenente le canzoni “Fallo!” e “Nostalgia”. Il disco viene realizzato in sole 666 copie numerate, per La Tempesta Dischi. Un tour massacrante di un centinaio di date, prima di rinchiudersi nuovamente in sala prove, per elaborare le nuove canzoni che faranno parte del secondo LP, A Sangue Freddo, che verrà dato alle stampe sempre per La Tempesta Dischi, nel 2009.
Il successo dell’album questa volta non riguarda unicamente la critica, nuovamente entusiasta di musiche e testi, ma investe anche il pubblico. Giovani e meno giovani si accorgono dell’esistenza di qualcosa di nuovo e dirompente nel rock italiano, e premiano gli sforzi della band riempiendo le sale di tutta l’Italia. È la consacrazione de Il Teatro degli Orrori nel consesso dei grandi gruppi rock italiani.
Sempre nel 2009, esce Raro EP, sei brani in download gratuito per i tipi di XL, il mensile di musica e cultura de La Repubblica. In Il Paese È Reale, progetto compilazione degli Afterhours in occasione della loro apparizione a San Remo, Il Teatro degli Orrori pubblicano “Refusenik”, canzone dedicata ai quei militari israeliani che si rifiutano di combattere nei territori occupati della Palestina.
Dopo una dozzina di show del tour di A Sangue Freddo, Giulio Ragno Favero, per motivi personalissimi, si allontana dal gruppo. Viene temporaneamente sostituito da due nuovi membri: Tommaso Mantelli, al basso, e Nicola Manzan, alla chitarra, tastiere e violino.
La tournée “impazzisce”. I locali si riempiono a dismisura. Si fanno date doppie nei club meno capienti. È un periodo emozionante. Successo di pubblico, apprezzamenti unanimi, concerti devastanti nel più pieno stile rock ‘à la Jesus Lizard’.
Con il rientro di Giulio, Il Teatro degli Orrori si reca al S.A.M Recording Studio di Lari, magnifico borgo medievale nelle colline pisane, a registrare Il Mondo Nuovo, terza fatica full-lenght. Il gruppo registra ben sedici tracce, tutte originariamente scritte da Giulio, ma interpretate collettivamente da tutta la band, con il successivo contributo di numerosi artisti, fra i quali anche Michele Salvemini, alias Caparezza.
Il Mondo Nuovo sarà un “concept album” dedicato alla figura del migrante. Un disco politicamente impegnato, e schierato dalla parte di quell’umanità dolente che lotta per la sopravvivenza e il diritto a un futuro.
Il tour dell’album sarà fra i più belli e gratificanti della storia de Il Teatro degli Orrori, e verrà documentato con Dal Vivo, album edito da La Repubblica XL. È in questo periodo che prendono parte alla formazione Kole Laca, alle tastiere, e Marcello Batelli, alla chitarra elettrica.
Ed eccoci all’oggi. Il Teatro degli Orrori, in compagnia della sempre amata Tempesta
Dischi, stringe un accordo di produzione e distribuzione con Artist First, e si barrica in
studio per cinque mesi. Nessun titolo, per il nuovo album de Il Teatro degli Orrori, che
è uscito quindi omonimo lo scorso  2 Ottobre.


Sabato 12 marzo 2016

aftershow: Tony R’n'R & Chris Houserockin’

apertura porte: 21.59

ticket: 5 euro

Blou Daville, entità dall’animo blues che mescola il calore della soul music e i tratti più scuri della lounge.
Sabato 12 marzo torneranno dopo quasi un anno dall’ultima apparizione live e a tre dall’uscita primo disco (“Red Velvet Motel“) con brani inediti e una formazione rinnovata.


Nasce a Nichelino, prima cintura periferica della Torino Sud, nella metà degli anni 80, precisamente il 16 marzo del 1986. Frequenta il Liceo Artistico Cottini affinando le sue attitudini per il disegno e l’arte in generale. Fin da giovanissimo è impegnato in attività socio-culturali presso diversi centri del protagonismo giovanile convenzionati con il Comune di Torino in qualità di coordinatore e supervisore. Si
disimpegna anche come direttore artistico collaborando con diversi locali e club
torinesi. Cantante e musicista è stato il frontman della band new wave La Pioggia,
con la quale ottiene importanti risultati nell’ambito di manifestazioni e contest
cittadini, distinguendosi come una delle realtà musicali più interessanti della scena indipendente torinese. Oggi si presenta come solista con una serie di canzoni che fanno della visionarie poetica e dell’intimismo la loro cifra stilistica più interessante e convincente.


Lunedì 14 marzo 2016
Jon Spencer Blues Explosion

opening: ELLI DE MON

apertura porte: 21.29

ticket: 15 euro
Prevendite attive qui >
o cerca qui il punto vendita fisso più vicino alla tua città >!punti-vendita/cme9

New York City è una megalopoli estremamente rumorosa, molti dei suoi artisti si sono proprio formati all’ombra di quello stesso rumore.
Il ritorno della The Jon Spencer Blues Explosion è in pratica un morso feroce alla stessa cultura di strada della Big Apple, uno slancio vitale che prende il nome di ‘Freedom Tower – No Wave Dance Party2015’, un titolo che già denuncia i suoi intenti rivelando certo la fascinazione per una delle più discusse correnti del dopo-punk, ma anche per la disco mutante che ha animato le sale del Danceteria e dello Studio 54.

Tutti i personaggi di serie b che hanno animato il cinema di genere e definito le frontiere culturali della grande mela sono presenti nella narrazione: lo spaccone e la bambola di fiducia, il celebre cuoco, il poliziotto corrotto, gli artisti in sofferenza, ‘the sucker MC’ (come da slang locale), le prostitute dimenticate e la cenerentola alla sua ultima occasione. Una galleria vitale fatta di ritratti radicali, gli stessi omaggiati da Spencer/Bauer/Simins. Dall’inizio alla fine il disco ha un incedere nevrotico, è cucinato nella sporcizia e bagnato nella pioggia acida. E poi quelle rime montate su groove irresistibili, che del trio sono la specialità.

In tempi non sospetti la Blues Explosion aveva già flirtato con l’hip-hop, giusto in occasione di quei remix sperimentali che nel 2005 videro scendere in campo non solo Beck e Moby ma anche i due poco raccomandabili Wu-Tang Genius e Killah Priest.
Il rock’n’roll sotto le mentite spoglie del rhythm’n’blues, nei mille volti di un gruppo che da sempre si pone ai vertici stilistici dell’underground, fiero nel ribadire i suoi trascorsi garage-thrash (con i suoi Pussy Galore Spencer ha definito i contorni del noise, riportandolo al suo stato primordiale).

Registrato presso i leggendari Daptone House Of Soul di Bushwick e mixato da un personaggio influente nel circuito hip-hop come Alap Momin (Dalek) in quel di Harlem, ‘Freedom Tower’ è uno dei più provocatori stati del pathos urbano. Ci sono milioni di storie nella città nuda, ma c’è una sola Blues Explosion!

La musica da protesta con cui danzare non è mai stata così ammaliante.


Garage-blues one girl band Elli de Mon è chitarra resofonica, grancassa, sonagli, voce e ampli saturato: una vera e propria one-girl-band. L’anima folk dei Le-Li, progetto con cui l’artista vicentina ha girato nel recente passato Italia ed Europa e pubblicato 2 dischi e un ep su Garrincha Dischi, viene scossa dal risveglio di quel demone interiore che i toni fiabeschi e giocosi delle canzoni…


Venerdi 18 marzo 2016
CALCUTTA (sold out)

apertura porte: 21.29

Mainstream è un gran disco, uno di quelli capaci tanto di raccontare la realtà quanto di chiamarsene fuori [… ] sarà la nostra coperta per mettere al riparo il languore dall’inverno.Rolling Stone – 5 su 5

Che sapesse scrivere si sapeva già, ma qui si è superato senza perdere un grammo della sua irriverente poetica bordeline, fragile e sgualcita […] Calcutta crea dipendenza e Mainstream non è più una parolaccia Il Mucchio Selvaggio – 8 su 10

 “La sensazione è che Calcutta sia uno di quei pochi dotati di un talento istintivo, di quelli che riescono a tirare fuori tantissimo dal poco che hanno tra le mani: lo dimostrano non solo i tre pezzi già citati, ma anche la canzone di non-amore Cosa mi manchi a fare e l’altro mezzo inno Milano. […] Spiace che sia inverno, perché sarebbe da ascoltare a palla mentre si è in macchina con i finestrini abbassati. Ovviamente cantando, ma questo ormai l’avete capito. Rockit – Album della settimana

 Il 30 Novembre 2015 è uscito  “Mainstream”  il secondo album di Calcutta pubblicato per Bomba Dischi in collaborazione con Pot Pot Records.

 Prodotto presso Studio Nero di Roma da Calcutta e Marta Venturini. Missato e masterizzato da Andrea Suriani, con la supervisione artistica di Niccolò Contessa, presso Alpha Dept Studio di Bologna.

 Calcutta nasce e vive fra Latina e Roma. Dal 2011 suona in lungo e in largo per la penisola, nei locali, negli scantinati e a casa della gente. Nel 2012 incide un disco per Geograph Records che si chiama “Forse…” (2012) e diventa un piccolo culto. Canta di gite pontine, amori veri o immaginati e piccole cose che saranno capitate anche a voi.

 “Mainstream” è un disco pop rovesciato in 10 tracce d’amore immediate. E’ un disco per tutti ma forse non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo.

OZmotic_01 low

Sabato 19 marzo 2016

apertura porte: 21.59

ticket: 10 euro (prevendita: biglietteria online)

OZmotic è un duo di musica elettronica e strumentale che si ispira a sonorità contemporanee provenienti dalla
musica colta e dall’ambient, miscelando il soundscapes e la musica concreta con la glitch music, l’IDM e il noise.
Profondamente affascinati dalle dinamiche legate alla società contemporanea, dalle architetture, dall’urbanità
delle metropoli e dai grandi spazi incontaminati, creano mondi sonori caratterizzati da un’intensa varietà timbrica e da una raffinata ricerca ritmica.
L’interazione tra la musica elettronica e l’arte visiva digitale in tempo reale è un tratto imprescindibile dell’estetica del progetto; il legame tra la materia sonora e la dimensione spaziale e visiva che ne scaturisce permette la creazione di forme espressive tanto spettacolari quanto sperimentali.
Collabora con artisti di fama internazionale quali Christian Fennesz (AirEffect-Liquid Times), Murcof (U235) e Senking (Liquid Times).

SENKING aka Jens Massell, ossia l’anima più oscura e catartica della storica base di casa raster-noton, fra i più originali interpreti dei rigidi canoni di Alva Noto, presenta “Closing Ice”, il suo ultimo disco coeso, sostanziale, diretto, una continua trama di bassi gelidi, monolitici, fitti, profondi come certi mari, che raramente accettano spiragli.
Dub e brio cibernetico, vitalità e downtempo teutonico per un artista sul cui talento non si discute, il mago del bass sound, colui che inietta pece nera nei contatti limpidi del suo laptop e preferisce i synth alla siringa in binario.


Sabato 26 Marzo 2016
Giulia’s Mother

Marzo è alla porte. Maledetta Primavera sta tornando!
Lavanderie RAMONE, Cap10100 e sPAZIO211 insieme per la prima volta per un festival che vi sorprenderà!

Per dettagli selle singole serate visita:


Sabato 26 marzo @ sPAZIO211

apertura porte: 21.59

ticket: 6 euro
abbonamento 25/26 marzo: 12 euro

prevendite disponibili su
o nei punti vendita convenzionati (
cerca quì il più vicino)

Italy. Verona 2015. C+C=MaxigrossL’avventura del collettivo psichedelico C+C=Maxigross è iniziata nel 2009 quando la banda decise di registrare nella propria casa di montagna un pugno di canzoni composte in compagnia, durante serata passate tra amici davanti al camino e a spasso per i boschi della Lessinia. Non si aspettavano minimamente che, dall’uscita dell’EP “Singar” (Vaggimal/42Records, 2011), il loro nome sarebbe rimbalzato di blog in blog, di rivista in rivista, portandoli a girare l’Italia da Bolzano alla Sicilia, a vincere Arezzo Wave 2012 e facendoli infine atterrare negli Stati Uniti per un minitour, che comprendeva una tappa nel prestigioso CMJ Music Festival di New York.
Nell’aprile 2013 hanno pubblicato il loro primo album “Ruvain” (Vaggimal/Audioglobe), con alcuni brani registrati e prodotti in analogico su 8 piste da Marco Fasolo (Jennifer Gentle) e altri registrati dalla stessa band nel suo studio lessino interamente in presa diretta durante jam session notturne e dilatate.
L’album, il cui titolo in Cimbro (antichissima lingua morta della Lessinia) “Ruvain” significa “rumoreggiare”, ha ricevuto numerosi elogi dalla critica e si è aggiudicato il premio PIMI al MEI 2013 come miglior Autoproduzione Italiana e ha permesso alla banda di suonare ininterrottamente per un anno e mezzo nei migliori festival e locali europei superando le 120 date in un solo tour. Da segnalare la partecipazione al Primavera Sound 2014 di Barcelona, l‘Eurosonic di Groningen (NL), Reeperbahn e Fusion Festival in Germania tra i tanti. Hanno condiviso il palco con il meglio della scena internazionale, Yann Tiersen, Built To Spill, Miles Cooper Seaton (Akron/Family), Matt Elliott, Jennifer Gentle (feat. Verdena), Emeralds, Jacco Gardner solo per citarne alcuni, e nel 2014 hanno fatto due tour speciali con il musicista norvegese Martin Hagfors (HGH, ex Home Groan) con cui hanno registrato un ep. Il progetto si chiama “An Instantaneous Journey with Martin Hagfors & C+C=Maxigross“.
Nel giugno 2014 hanno messo in piedi la prima edizione del Lessinia Psych Fest, festival internazionale di musica folk psichedelica, che ha ospitato sulle montagne veronesi artisti della scena psych come Jennifer Gentle, Miles Cooper Seaton (Akron/Family), Hobocombo, The Assyrians e molti altri.
Sono attualmente al lavoro su due album differenti: il successore di “Ruvain” e un disco con Miles Cooper Seaton (Akron/Family).
La loro musica è stata spesso definita folk psichedelico, termine che si confà maggiormente agli esordi della band, quando il suono era prevalentemente acustico, basato su cosmiche armonie vocali e arrangiamenti semplici e naif, proprio come erano nate le prime canzoni in montagna. Ora che i C+C=Maxigross sono diventati una inarrestabile live band con alle spalle più di 200 concerti la dimensione elettrica è diventata una parte fondamentale anche nella composizione, e i nuovi brani tendono inevitabilmente verso atmosfere dilatate figlie delle lunghe code di Grateful Dead, Crazy Horse senza dimenticare la pazzia tropicalista degli Os Mutantes.


Indianizer nasce nel 2013, partorito dalla mente di due psiconauti, ispirati dai deliri selvaggi degli Animal Collective e dalle ritmiche tropicali dei Django Django. Presto la ciurma si allarga e il gruppo attualmente è composto da: Riccardo Salvini (voce/chitarra, Foxhound), Gabriele Maggiorotto (batteria, Deian e Lorsoglabro), Matteo Givone (chitarra, Maniaxxx), Salvatore Marano (synth bass, Jumpin’ Quails). Dopo due EP (Pandas/2013 e Jungle Beatnik/2014) vede la luce nel 2015 il full-length Neon Hawaii: un viaggio fisico e mentale che parte dall’Africa, fa scalo in Sud America e vorrebbe finire alle Hawaii, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Nove brani che sono invocazioni agli dei hawaiani, nella speranza di giungere sani e salvi a destinazione e stendersi al sole, ancora vivi. Nessun concerto è mai stato uguale ad un altro. Istinto e improvvisazione sono i punti forti di un live che alterna momenti di contemplazione meditativa a veri e propri tsunami di onde sonore. Continuamente in equilibrio sotto le onde dell’oceano, ricercando mondi che non esistono se non nei sogni.


“Giulia’s Mother ” è un duo Torinese composto da Andrea Baileni e Carlo Fasciano. Una chitarra acustica, una voce, una batteria ed una profonda ricerca del suono tramite un attento uso dell’effettistica. Un suono potente e pieno di meraviglia che vuole spronare l’ascoltatore ad andare oltre ciò che già conosce, per un mondo alla ricerca della libertà da modelli di vita prestabiliti. Dopo una serie di concerti a Londra, Milano, Genova, Torino, Roma e Venezia uscirà a Maggio il loro primo Album prodotto dall’etichetta INRI che li vedrà impegnati in un Tour che toccherà numerose città italiane ed Europee. Andrea Baileni e Carlo Fasciano si incontrano in un momento particolare della loro carriera musicale, su di un sentiero che il sommo poeta definirebbe “smarrito”. Si capiscono, si interrogano e si ascoltano, componendo liberi da schemi e clichè. L’atmosfera che creano è quella di un lungo viaggio ai confini della terra , è la forza malinconica di un deserto e la potenza vigorosa di una cascata.


Venerdì 1 aprile 2016


apertura porte: 21.29

ticket: 10 euro

Non c’è bisogno di lunghe presentazioni: sono i portabandiera assoluti del Grindcore made in Italy; hanno alle spalle una discografia sconfinata (tra cui spicca l’ultimo album “Nero in metastasi” uscito per Relapse Records) e tour in tutto il mondo: Giappone, USA, Messico, Brasile, Australia e ogni angolo dell’Europa. L’attuale formazione a 5 (arricchita dall’aggiunta alla seconda chitarra dello spietato Wild Vitto, e del batterista Italo/Brasiliano Raphael Saini) è senza ombra di dubbio l’apice della loro devastazione e aggressività live, uno schiacciasassi lanciato ai 1000 km/h per tritarvi i timpani!



I BLACK PROPAGANDA nascono nell’estate del 2007 dall’incontro di Ian Binetti, Eric Di Donato e Federico Tinivella. Accomunati dalla grande passione per la musica e per il Metal estremo, e dopo varie esibizioni passate con diversi gruppi, decidono di formare una band con elementi Thrash, grazie all’influenza di nomi come Carcass, Entombed, Pantera e Sepultura.
Agli inizi il nome scelto è “S.H.C. – Self Human Combustion”, poi però successivamente il richiamo della sempre affascinante Seconda Guerra Mondiale, vista come il punto più alto della malvagità dell’uomo nei confronti dei suoi simili, fa cadere il nome su BLACK PROPAGANDA, ovvero la propaganda fatta di falsità e bugie quando ormai l’allora impero nazista/fascista era arrivato alla fine della sua esistenza. Iniziano così a emergere le prime idee e i pezzi prendono forma intorno ai riff.
Il 21 Novembre 2011 esce il loro primo album, intitolato “BLACK PROPAGANDA”, disponibile sia nei negozi che su iTunes e sui migliori siti di distribuzione digitale.
Nell’Ottobre del 2012 la band vola in Ucraina per il loro To Autumn Tour 2012, con Homicide Hagridden (IT) e Grace Disgraced (RU).
Il 26 Maggio 2014 esce il loro secondo album, intitolato “Psychological Subjection”.
Il 3 Giugno dello stesso anno aprono ai Sepultura, impegnati nel loro European Tour 2014, all’AudioDrome di Torino, insieme agli Unforced. A Luglio partecipano al Total Metal Festival 2014 a Bitonto (BA), che in questa edizione ospita nomi del calibro di Kreator, Annihilator e Behemoth. A fine Agosto partono coi Dark Lunacy per il loro tour russo che li vedrà impegnati in nove date, toccando città come Mosca e San Pietroburgo.
E ora siamo al presente… Brani ossessionati dal rancore sociale, dall’instabilità e dalla falsità psichica e futile dell’essere umano. Un nuovo stile invade le menti dei quattro, più incisivo e concreto, rivolto verso un’unica direzione.



li Asozial nascono nel Luglio del 2013 da un idea di Eugi (ex No God e Mongoloid) e Cocker (ex Ribbon Ink) nel formare un gr…uppo con varie influenze da generi differenti (Hardcore Punk catastrofista italiano da Nerorgasmo e Wretched, dal grind-noise come Agathocles, Cripple Bastards e Yacopsae, dallo Sludge come Eyehategod e dal Crust come Wolfbrigade e Discharge).
Passata una settimana entrano nel gruppo in formazione attuale Frenky (ex Legion Of Affliction) e Luca (ex Gatling).


Sabato 2 aprile 2016
Data unica italiana!

apertura porte: 21.59

ticket: 15 euro (prevendite disponibili su:

I Gang of Four sono una delle band più amate e rilevanti degli ultimi decenni. Pionieri di un post punk fortemente intriso di funk e dub reggae che ha influenzato e ispirato un’infinità di band come NIRVANA, REM, Rapture, Franz Ferdinand, !!! e Red Hot Chili Peppers, i GOF arrivano in Italia per presentare i brani che li hanno resi un assoluto punto di riferimento per intere generazioni, in occasione della pubblicazione delll’album live “Live…in the moment”. (in uscita a Marzo)

Formatisi a Leeds nel 1977 I Gang Of Four divennero immediatamente i pionieri di un post punk fortemente politico che si occupava delle problematiche sociali dell’Inghilterra degli anni 70.

E’ proprio nell’anno dell’elezione della Thatcher che i Gang Of Four esordiscono con quello che diverrà uno dei manifesti più eloquenti dell’impegno politico applicato al rock, oltre che il capolavoro della band ed uno degli album più influenti degli ultimi 30 anni: Entertainment.
La storia dei Gang Of Four continua con un altro album di pregevole livello, Solid Gold dell’81, che segue le stesse coordinate del primo con una produzione più curata.
Seguono poi Songs Of The Free e Hardin cui la band si apre a sonorità più orecchiabili e quasi vicine alla disco music cosa che avverrà anche negli album pubblicati durante gli anni ‘90 Mall e Shrinkwrapped. Dopo essersi sciolti nel 1997, il quartetto si riforma nel 2004 nella line-up originale, tenendo alcuni concerti. In seguito però il batterista Hugo Burnham prima ed il bassista Dave Allen poi, abbandonano il gruppo, sostituiti rispettivamente da Mark Heaney e Thomas McNeice.
Nel 2011 i Gang of Four hanno pubblicato l’album Content e nel 2015 l’album “What happens next”.

L’influenza dei Gang of Four sull’indie rock degli ultimi due decenni è indubbio; dai Red Hot Chili Peppers ai REM non c’è gruppo che non abbia manifestato la propria riconoscenza al quartetto di Leeds.

Dal vivo oggi i Gang of Four sono Andy Gill - Guitar, Thomas McNiece - Bass, John “Gaoler” Sterry – Vocals, e Jonny Finnigan – Drums


Lunedi 4 aprile 2016

apertura porte: 21.29

ticket: 20 euro alla porta / 18 euro + d.d.p. in prevendita –>

I Black Mountain nascono dalle ceneri dei Jerk With A Bond, di cui facevano parte il leader Stephen McBean e Joshua Wells. Ben presto il gruppo si trasforma in un vero e proprio collettivo chiamato Black Mountain Army, che promuove anche side-project paralleli dei componenti del gruppo (ad esempio, i Pink Mountaintops dello stesso McBean). Il primo album della band è il self-titled “Black Mountain” (Jagjaguwar, 2005), che sorprende la critica grazie all’abile miscela di hard rock e psichedelia. Nel secondo lavoro “In The Future” (Jagjaguwar, 2008) la band aggiunge al proprio sound elementi di rock progressivo e folk; la scelta viene premiata, e l’album ottiene una nomination come Best alternative album ai Juno Awards 2009. Il terzo lavoro “Wilderness Heart” (Jagjaguwar, 2010) si spinge verso una maggiore rivalutazione del sound folk americano, sempre affiancato al loro classico suono psichedelico di matrice hard.

I Black Mountain sono Stephen McBean (voce e chitarra), Amber Webber (voce), Jeremy Schmidt (tastiere), Jonny Olsin (basso, tastiere) e Joshua Wells (batteria).

cape muro

Venerdì 8 aprile 2016


apertura porte: 21.29

ticket: 6 euro

Il Muro Del Canto è una voce popolare senza tempo.
È l’inno alla terra, il disincanto, la serenata. È un canto accorato di lavoro, è la ninna nanna antica. È un progetto musicale che commuove, risveglia e infuoca gli animi. Fa piangere, sorridere e danzare.
L’Ammazzasette (2012, Goodfellas) è il primo album ufficiale e segue il percorso iniziato nel 2010 con il singolo Luce Mia e poi con l’Ep di sei tracce Il Muro Del Canto. Un disco che mostra un universo culturale con le radici ben piantate nei marciapiedi della Capitale: sedici tracce che proiettano l’ascoltatore in un viaggio senza ritorno, tra le storie e i personaggi di una grande e decadente giostra. Dal disco sono tratti tre video, tutti con la regia di Carlo Roberti per Solobuio Visual Factory (già regista di Spiritual Front, Ardecore, Surgery, Dope Stars Inc). Il primo è stato La Spina, al quale sono seguiti quelli di Cristo De Legno e di Chi Mistica Mastica, tutti legati da una narrazione comune. L’Ammazzasette è stato un debutto straordinario, con oltre 3.000 copie vendute.
Il disco è stato recensito dalle più importanti testate musicali: Mucchio, Blow Up, Rockerilla, XL di Repubblica e anche da quotidiani e magazine nazionali, come il Venerdì di Repubblica, La Stampa, il Manifesto. Il disco è stato presentato anche in molte trasmissioni di qualità, come Radio 2 Twilight, Radio 3 Alza Il Volume, Radio 1 Stereonotte e Isoradio Rai che, oltre ad averli intervistati nella trasmissione Casello Casello, ha anche trasmesso un intero concerto, nella trasmissione Concerti In Sicurezza. Anche Radio Popolare Network ha dedicato loro un grande spazio, trasmettendo un loro concerto registrato a Villa Ada – Roma Incontra il Mondo. Il programma televisivo Cool Tour di Rai 5 ha dedicato all’IMDC un ampio servizio.
Nell’aprile del 2012, Il Muro del Canto, insieme ad Ardecore e Bandajorona, partecipa alla prima raccolta della canzone romana del nuovo millennio, rigorosamente in vinile, Mamma Roma Addio. Il disco ottiene recensioni nazionali su Repubblica, il Messaggero, Sette del Corriere della Sera. gli dedica un servizio, completo di streaming dei brani.
Nel dicembre del 2012, Il Muro del Canto partecipa a un concerto all’interno del Carcere di Rebibbia. Un concerto speciale, voluto e organizzato dal Traffic Live Club di Roma e dal responsabile delle relazioni della Casa circondariale maschile di Rebibbia. Non sarà la sola volta nella quale il gruppo porterà le proprie storie di fronte a un pubblico di detenuti: accadrà in altra due occasioni, di nuovo al Carcere di Rebibbia e poi a Regina Coeli. Il tour di presentazione de L’Ammazzasette è di oltre 100 concerti tra cui Arezzo Wave Love Festival, Etruria Eco Festival, Roma Incontra il Mondo, Genius Loci:
Il 29 ottobre 2013, Il Muro del Canto dà alle stampe il secondo album Ancora Ridi. Il missaggio è affidato a Tommaso Colliva (Muse, Afterhours, Calibro 35), che lo realizza mescolando il dialetto romano con chitarre rubate alla migliore tradizione d’oltreoceano, atmosfere western in stile Morricone e una fisarmonica spiccatamente folk, creando un impasto sonoro che conferma il sound originale e già distintivo della band. Il disco è presentato con due concerti a Roma entrambi Sold Out: Circolo degli Artisti e Nuovo Cinema Palazzo. Anche Ancora Ridi ottiene grandi riscontri sulla stampa nazionale, tra cui Il Fatto Quotidiano, XL, Il Mucchio, Blow Up, Rumore, Il Corriere dello Sport, Il Messaggero. Il disco è stato presentato a Wake Up Revolution su RadioRai2, live all’Auditorium Demetrio Stratos di Popolare Network, a Radio3 Alza Il Volume e Radio1 Stereonotte.
Insieme agli Assalti Frontali, Il Muro Del Canto incide Il Lago Che Combatte e ne realizza un video, a sostegno delle iniziative cittadine per rendere pubblico il parco che ospita l’unico lago naturale di Roma, nato a seguito di un abuso edilizio avvenuto vent’anni prima. Il video raggiunge in una settimana circa 200.000 visualizzazioni su Youtube. La causa ottiene un servizio a Chi L’Ha Visto? di Rai 3 e diversi passaggi su Blob, Rai 3.
Nell’aprile del 2015 esce Figli Come Noi, brano e video legati al tema degli abusi compiuti dalle forze dell’ordine in Italia. Il video (regia di Marcello Saurino) è stato realizzato in collaborazione con ACAD (Associazione Contro gli Abusi in Divisa). Hanno accettato di partecipare al video Assalti Frontali, Boris Sollazzo, Chef Rubio, Don Pasta, Elio Germano, Giulia Bosetti, Ignazio Oliva, Luca Bertazzoni, Michele Alhaique, Piotta, Stefano Fresi, Valerio Di Benedetto, Zerocalcare.  Il video è stato presentato in anteprima al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia del 2015, insieme a Chef Rubio, Zerocalcare e Rudra Bianzino. Dell’iniziativa hanno parlato molti media, tra cui TG 3 Nazionale, RaiNews24, Il Fatto Quotidiano.  
Durante il tour di Ancora Ridi, IMDC ha stretto numerose collaborazioni artistiche, tra le quali quelle con le Bestie Rare e Colle Der Fomento. Suona sul palco del Primo Maggio di Taranto, insieme ad artisti del calibro di Caparezza, Subsonica e Marlene Kuntz.
Ancora nel 2015, Il Muro del Canto arrangia il primo singolo dell’ultimo disco di Piotta, 7 Vizi Capitale, apparendo anche nel videoclip.
A settembre 2015, Rai 3 utilizza dei loro brani per la colonna sonora di una puntata de I Dieci Comandamenti. L’episodio in cui sono presenti è Arrivederci Roma, (brano che chiude Ancora Ridi), suonata dal gruppo durante i titoli di coda, in un vero e proprio videoclip. Rai1, nel corso della trasmissione I Giganti, li chiama a rappresentare la musica del Lazio.
Nel 2016 IMDC è tra i 10 Finalisti per il Premio Amnesty International 2016 – Una Voce per La Libertà, grazie al brano Figli Come Noi.
Il Muro del Canto torna con il terzo e attesissimo lavoro in studio, Fiore De Niente. La band romana propone un album che mette in evidenza i propri tratti distintivi e, allo stesso tempo, introduce novità sia nella lirica che nella realizzazione degli arrangiamenti. Continua la ricerca di un linguaggio nudo e reale che prende nettamente e volutamente le distanze dagli artifici comunicativi del cantautorato contemporaneo. La forza del dialetto capitolino, che da sempre nutre le salde radici della band, emerge chiaramente fin dal titolo: un omaggio alla tradizione canora romana descritta con tutta la disillusione e la rabbia dell’uomo che vive nel presente. Il suono si compone di molteplici sfumature che vanno dal folk americano al blues più ruvido, dal sound irish alle colonne sonore marcatamente western di Ennio Morricone, passando attraverso melodie familiari agli chansonnier francesi che, annerite, romanizzate e spinte verso il rock arrivano a lambire il punk. La voce è quella potente e profonda di Daniele Coccia che trascina l’ascoltatore nel suo mondo a tinte scure; batteria, percussioni e voce narrante sono di Alessandro Pieravanti; la chitarra acustica è quella delle ritmiche solide e distintive di Eric Caldironi; al basso la fantasia di Ludovico Lamarra; ruvida e graffiante è la chitarra elettrica di Giancarlo Barbati Bonanni; la fisarmonica dà voce alle melodie senza tempo di Alessandro Marinelli. Ospite insostituibile del sestetto romano, Andrea Ruggiero al violino.
Fiore De Niente è una contraddizione in termini. Il fiore, massima espressione della vita di una pianta, si contrappone all’idea del niente e del vuoto. Il risultato è una riflessione legata al tempo che stiamo vivendo: si esalta la capacità dell’individuo di fiorire anche nelle condizioni limitanti e opprimenti che la realtà di tutti i giorni ci impone.


Eugenio Rodondi nasce a Torino nel 1988. Poco più che bambino scopre la canzone d’autore e se ne appassiona, con un’intensità ed un’attenzione per i dettagli che caratterizzano anche i suoi brani. A partire dal 2011 la sua presenza sulla scena cantautorale torinese si fa via via più significativa. Il 2012 è l’anno del primo album ufficiale di Eugenio: “Labirinto“, registrato con la supervisione di Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele (Perturbazione). L’album esce nel novembre 2012, confezionato in un digipack illustrato da Irene Bedino, e viene presentato ufficialmente il 9 novembre alle Officine Corsare di Torino. Nel 2013 Eugenio entra in contatto con Phonarchia Dischi, dando vita ad una collaborazione per il suo nuovo album,”Ocra“. Si avvale della produzione artistica di Nicola Baronti. Ocra vedrà la luce il 17 febbraio 2015. Etichetta “Phonarchia Dischi“, distribuzione “Audioglobe“, ufficio stampa “Libellula Press“.


Sabato 9 aprile 2016


apertura porte: 21.29

ticket: 5 euro

Sabato 9 Aprile TITOR approda a Torino, nella città che gli diede i natali in un live del 2010, in una preannunciata calda e furiosa serata live, per presentare il suo disco in uscita il 1 Aprile 2016 per l’etichetta discografica INRI e che si intitolerà “L’ULTIMO“.
TITOR suonerà live il nuovissimo repertorio legato appunto all’ultima opera discografica e che proporrà caparbiamente, in questa prima parte di tour, su diversi palchi italiani durante la primavera 2016 (in prospettiva poi dei prossimi festival estivi e sucessiva stagione live indoor).
Concerto che verrà volutamente realizzato sPAZIO211, che ha già fortunatamento ospitato TITOR in diverse occasioni (Todays Festival, Rumore Festival, Nofest!, InriFest). Presso gli stessi sotterranei del club inoltre, negli studi di registrazione 211db, coadiuvati dalla produzione artistica produzione del sound engineer Dario Colombo, L’ULTIMO ha realmente preso vita nelle sessioni iniziate nel 2015.
Infine, la scelta della band di avere prima della propria performance sul palco i MALEMUTE kID, che probabilmente possono essere considerati la miglior band torinese dallo squisito sound punk rock (’80-’90…) unito ad un blasone per il quale hanno oramai pochi eguali in Italia che possano rappresentare al meglio tale attitudine anche in Europa e Usa e gli emergenti Sendorma, tra i migliori rappresentanti del nuovo pop rock della nostra regione, tra eleganza elettrica ed accattivante autorialità e tecnica, band di cui sentirete certamente parlare.
Un appuntamento che vuole risultare realmente imperdibile, per i musicisti della band, per il loro percorso ed il loro appassionato pubblico, per la storia più “rock” della nostra città, per un evento che deve “esplodere” ed essere ricordato come L’ULTIMO.


Nati nel 2009, i MALEMUTE kID sono una band italiana formata da quattro ragazzi torinesi. Ispirati alle sonorità punk rock degli anni ’90 (Lifetime e Kid Dynamite sopra ogni altro), sanno unire al proprio sound influenze moderne e una forte personalità. Dopo aver fatto numerosi show, sia in Italia che all’estero, hanno avuto modo di condividere il palco con band del calibro di Polar Bear Club, Nothington, ASTPAI e VRGNS. Nel dicembre 2011 hanno rilasciato il loro primo 7″ omonimo, mentre l’anno successivo hanno registrato cinque nuove canzoni, mixate poi da Brian McTernan (Hot Water Music, Strike Anywhere, Polar Bear Club) nei Salad Days Studios di Baltimora, che compongono “Don’t Talk The Scene” il secondo 7″ rilasciato dalla band a fine ottobre 2013.



Sendorma è un sogno.
Sendorma è un progetto musicale che ha le sue radici nell’omonimo disco, uscito nel gennaio del 2013.
Da quel momento Sendorma cresce e si accresce di nuove idee e di nuovi spunti, raggiungendo così l’organico che ora lo compone.
Dopo una tournée che ha portato Sendorma a esibirsi in diversi palchi, a Torino e dintorni, la band è adesso alle prese con la creazione di nuovo materiale.


Giovedì 14 aprile 2016

apertura porte: 21.29

ticket: 8 euro

Cosmo (Marco Jacopo Bianchi) – meglio conosciuto anche in veste di frontman e leader dei Drink To Me, una delle band più solide e apprezzate del nostro panorama underground – non ha paura di rischiare: la sua musica cerca di parlare un linguaggio nuovo, imbastardito dalle esperienze e dalla sperimentazione.  Prova a far convivere una scrittura spiccatamente pop con un attitudine che pesca a piene mani dall’universo della musica da club e che guarda senza timidezza anche a mondi all’apparenza lontanissimi e irraggiungibili. Le sue sono canzoni che si possono cantare a squarciagola, ma anche ballare senza sosta e senza prestare attenzione al testo. Oppure possono essere ascoltate nel silenzio di una stanza e arrivare dritte al cuore.  Pop, lo ripetiamo, ma anche altro.

Il suo nuovo album si chiama “L’ultima festa” e uscirà il prossimo 8 aprile in vinile, CD, e digitale per 42 Records (con distribuzione Master Music e Believe).
Anticipato dal singolo Le voci
un vero e proprio manifesto estetico e sonoro del Cosmo-pensiero (anche grazie al video girato da Jacopo Farina, con il contributo del performer Giacomo Laser) che gioca continuamente col contrasto tra realtà e sogno, delirio e concretezza, “L’ultima festa” amplifica i contenuti che avevano reso “Disordine” uno dei dischi più celebrati e interessanti del panorama italiano di questi ultimi anni.
Nel nuovo lavoro Cosmo ha provato a superare i suoi limiti cercando di far convivere un approccio più diretto alla scrittura dei testi (nelle nuove canzoni di Cosmo c’è davvero molto di Marco, della sua persona, la sua vita), con una maggiore libertà nell’affrontare le trame musicali, sempre più inclini a lunghe fughe strumentali.