|FRI, 15 Nov|
RONIN

sPAZIO211 presenta:

VENERDI 15 NOVEMBRE 2019

RONIN

opening: S U B T R E E S

sPAZIO211
Via cigna 211, Torino
Apertura porte ore 21:29

Biglietto: 6 €
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Evento Facebook: RONIN in concerto // sPAZIO211

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Dopo un paio d’anni di pausa Bruno Dorella torna sulla sua creatura Ronin, con una formazione tutta nuova con Nicola Manzan (Bologna Violenta ed ex membro di Baustelle, Teatro Degli Orrori), Roberto Villa (attivo anche come J.D. Hangover, membro di The Gang) Alessandro Vagnoni (anche lui membro di Bologna Violenta ed attivo con molti gruppi, tra cui i Bushi e Drovag) e un disco che cambia alcune coordinate, pur rimanendo nel solco della tradizione strumentale e cinematica della band. L’idea era quella di fare un album che avesse come riferimento la terra brulla anziché le distese (di deserto o di acque) a cui la musica dei Ronin viene spesso accostata. Qualcosa di meno languido e più crudo. E si è voluto sottolineare una certa vicinanza estetica con la musica classica.
‘Bruto Minore’ è composto da 8 brani originali e una cover, ‘Tuvan Internationale’ degli Hun-Huur-Tu.
L’album è ispirato ad una Canzone di Giacomo Leopardi, in cui si immagina il monologo di Marco Giunio Bruto dopo la sconfitta di Filippi e l’assassinio di Giulio Cesare. La sconfitta (tema sempre caro all’immaginario dei Ronin), ha per l’uomo di valore un’ onorevole via d’uscita nel suicidio, visto come ultimo gesto per rimanere a testa alta di fronte all’insensibilità del Fato e della Natura verso le cose umane e verso i gesti di eroismo. A questo tema si aggiunge però l’effetto straniante che il nome Bruto Minore ha su di noi oggi, evocando anche concetti violenti e appunto brutali col nome Bruto, concetti invece “bassi”, quotidiani o di basso profilo nell’aggettivo Minore, che è infine anche un termine musicale piuttosto importante, soprattutto per i Ronin la cui produzione è per il 90% appunto in Minore.

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In apertura: S U B T R E E S

I Subtrees nascono nel 2013 dall’incontro di Roberto A. Lantadilla (chitarra e voce) e Alberto Lazzarini a cui si aggiunge Nicola Venturo (Nizàr) al basso in un secondo momento. Il loro sound iniziale è influenzato dal grunge e dalle distorsioni del rock anni ‘90. Dopo diverse registrazioni di demo e concerti nel bolognese, Riccardo Pantalone (Big Cream) si aggiunge alla band come chitarrista. Da questa prima esperienza nasce l’EP “On a Broken Rope” [2015] , registrato e mixato da Michele Postpischl (Ofeliadorme) all’Audioline studio di Casalecchio di Reno. Dopo la promozione del disco di debutto, la band si chiude in sala prove per scrivere nuovi pezzi e ricreare un suono più complesso e maturo, con repentini cambi di tempo Math Rock e atmosfere dilatate Post rock che sfociano nel Noise più caotico. Al termine di questo processo affidano le registrazioni ed il mixaggio ad Enrico Baraldi (Ornaments) presso il Vacuum Studio di Bologna, dove realizzano “Polluted Roots”, concept album che ruota attorno ai temi della memoria, del trauma e dell’introspezione, scritto in risposta a situazioni turbolente. Composto da 7 tracce, è il manifesto di un’urgenza espressiva fatta di chitarre dissonanti, momenti psichedelici e slowcore a cui fa da sfondo visivo il lavoro di Valentina De Felice, che ha curato anche l’artwork dell’EP. Il mastering è stato svolto da Claudio Adamo (Cani dei Portici) presso gli studi Fonoprint. Il disco è distribuito da Dischi del Minollo, Vollmer Industries e Dischi Bervisti.

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