|SAT, 23 Mar|
PNSR#3-GIONATA

Pagella Non Solo Rock presenta:

SABATO 23 MARZO  2019

Terza serata di selezione del concorso per band emergenti che frequentano le scuole superiori organizzato dalla Città di Torino.

INGRESSO GRATUITO

Si esibiranno le band:
Gem
Rechel Martinez
Silvia Guerra
Sorci Verdi

Special guest: Gionata

Inizio live ore 21:00.

sPAZIO211
Via Cigna 211, Torino

Evento Facebook: Pnsr3: Gionata + Gem/Rechel Martinez/Silvia Guerra/Sorci Verdi

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Gionata inizia a suonare la chitarra in seconda media, dopo un trasloco. Durante il liceo inizia a scrivere le prime canzoni in inglese, suonando in band con stampo punk/grunge.

Si approccia alla lingua Italiana e forma Il Reparto Psichiatrico, con cui pubblica vari ep e un disco ‘Qualcosa più di niente’ nel 2017.

Nel 2015 entra a far parte dei Violacida (basso, tastiere e cori) con i quali pubblica ‘La migliore età’ nel 2016, suonando in vari importanti festival come il Miami a Milano.

In seguito a queste esperienze matura la sensibilità artistica e durante l’estate del 2017 scrive delle canzoni in segreto, senza un fine ben preciso, solo per esigenza emotiva. Iniziano i primi live chitarra e voce e, in seguito a feedback positivi dal pubblico, decide di registrare il primo disco da solista. La ricerca di un produttore artistico lo porta a contatto con Francesco Aprili (Giorgio Poi, wrongonyou, Germanò…) che gli presenta Jesse Germanò, col quale nasce subito un’intesa artistica ed emotiva.

A febbraio 2018 entra in studio e iniziano le registrazioni (alla batteria lo stesso Francesco Aprili, gli altri strumenti li suona Gionata che ha ormai dimestichezza (il basso con i violacida; nel 2015 Prende 2 anni di lezioni di pianoforte in modo molto intensivo [4/5 ore al giorno tutti i giorni]).

Jesse riesce a tirare fuori il sound di Gionata. Il master viene affidato a Filippo Strang.

In estate dello stesso anno Gionata ha una rottura emotiva (sono stato lasciato dopo 7 anni e mezzo ma questo magari evitiamo di dirlo o di dirlo in modo più velato) e decide di trasferirsi a Milano (idea che avevo già in mente da tempo ma che non riuscivo a concretizzare) con altri 3 coinquilini tra i quali quello che ora è il suo bassista (mattia santocori).

Le influenze stilistiche di Gionata sono molte: in primis Syd Barrett; poi Beck, Mac de Marco, the Beatles, the Wire, the Cure, MGMT…; influenze che non ritroviamo così palesemente nel disco perché, dopo anni di scrittura, non c’è più il “voler scrivere canzoni come questo o l’altro artista”; piuttosto c’è la volontà di trovare il proprio sound, la propria musica, obiettivo pienamente raggiunto grazie all’orecchio giovane ma esperto di Jesse.

Curiosità: le prime canzoni avevano un sapore più acido, più psichedelico; i testi erano più no-sense, c’era ancora la volontà di imitare Syd Barrett. Il 2017 è stato l’anno dell’evoluzione: importanza alla melodia, testi che parlano di storie realmente vissute in prima persona, suoni più puliti. Dallo stile anglo/americano all’Italianità: infatti Gionata non aveva mai ascoltato con attenzione i grandi autori italiani del passato, da qui l’idea del titolo per il disco: ‘L’America’; la poetica “dell’italiano che vuol fa’ l’Americano” è l’input della poetica del disco d’esordio di Gionata ma anche un po’ la storia della sua vita, la storia del giovane grungettone che scrive canzoni in inglese e, col tempo, riconosce il suo paese e tutta la tradizione musicale che ha da proporgli.

More: www.facebook.com/gionatagionatagionata

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