finalmente a sPAZIO211
JAMES CHANCE & LES CONTORSIONS
martedi 13 ottobre 2009
sPAZIO211
presenta
JAMES CHANCE
& LES CONTORSIONS
(usa/france)
doors: h. 21.29
INGRESSO: euro 10
Sax Maniac!
“He be funk punk brother number one!” (Melody Maker UK)
Dopo il tour cancellato all’improvviso nello scorso maggio, JAMES CHANCE mantiene la promessa e torna in Italia.

Il 56enne sassofonista di Milwaukee, nodo centrale della no-wave newyorkese, sarà accompagnato dai suo amici-musicisti francesi Les Contortions.
Un nome che evoca gloriosi fasti del passato, a trent’anni esatti dall’uscita del debutto ‘Buy‘, che veniva impresso dalla storica label ZE, Il leggendario sassofonista e vocalist dedito a funk-punk decostruito e schizoide.
Nella New York punk oramai a corto di idee del 1977, sembrava essere esploso un fenomeno musical-artistico che preannunciava un nuovo periodo di splendore; questo fenomeno aveva il nome di No-Wave…
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James Chance e i suoi Contortions (Jody Harris e Pat Place alle chitarre, Adele Bertei alle tastiere, George Scott III al basso, Don Christensen alla batteria e lo stesso Chance alla voce e al sax contralto) erano prepotentemente entrati far parte dei promotori delle più caratterizzanti tendenze di questo movimento e nel 1979 pubblicarono un album dalla forte carica nevrotica: “Buy”.
L’ultra-fusion abominevole di James Chance rimanda a diversi maestri, fra di loro tradizionalmente lontani: Albert Ayler per l’uso ludico e dissonante del sax, Captain Beefheart per i vocalizzi licantropi, James Brown per i ritmi ballabili, la scuola minimale per l’ostinato reiterare poche frasi all’ infinito. Nel complesso si tratta della piu` audace operazione di fusion tentata dalla new wave. La musica di consumo di Chance e` in effetti una delle musiche piu` sperimentali degli anni Ottanta.
Attacca la struttura del brano rock dal lato da cui nessuno l’ha mai attaccata: la dissonanza non e` solo un episodio di contorno, ma assume il ruolo trainante che era tradizionalmente appannaggio della melodia.
Sassofonista innovativo, Chance ha fatto della sua musica una sorta di di ego-trip. Dispotico e intransigente, ha elevato l’incomunicabilita` a fondamento di arte e di vita.
James Siegfried, scontroso e arrogante giovanotto di Milwaukee (Wisconsin), dal cui conservatorio venne espulso per cattiva condotta, arrivo` a New York forte di un’adolescenza dedita al rhythm and blues e al free jazz, deluso dalle soffitte “creative” del nuovo jazz, Siegfried si avventuro` nei locali notturni, aggregandosi in breve a equivoche bande di intrattenimento, fra le quali gli Screws del chitarrista Jody Harris e i Teenage Jesus di Lydia Lunch che vedremo sempre a sPAZIO211 il 26 novembre prossimo.
Alla fine del 1977, ribattezzatosi James White, il sassofonista forma i Contortions, e il combo si fa portavoce di un’ ultra-fusion che miscela con singolare sfrontatezza free jazz e funky-soul, sfoggiando il piglio aggressivo e negativo della nuova generazione punk, e che fa delle dissonanze il fulcro portante del suono.
Chance diventa celebre e temuto per l’assoluta strafottenza nei confronti del pubblico, al quale rivolge sovente insulti e gestacci.
Chance esercita ormai una piccola dittatura sul complesso e si mette in mostra sia con l’abbigliamento provocante (frac e cravattino), sia con dichiarazioni invasate, nelle quali predica l’importanza assoluta del ritmo (secondo la religione di James Brown), professa odio viscerale per il jazz e grande amore invece per la “disco“, che a suo avviso segnala l’avvento di un’era di soli sesso e droga.
Nel 1980 Chance si trasferisce a Parigi e le prodezze al sax non si contano, l’isteria di White si sfoga sullo strumento cavandone note orrende, e quando non suona, canta; il che’ e` ancor peggio, con il registro da incallito teppista punk che si ritrova. Lo accompagna una sezione piu` jazz che funky, a tutto vantaggio della nevrosi e di un’atmosfera da club sotterraneo degli anni Cinquanta.

James Chance e i suoi Contortions erano prepotentemente entrati far parte dei promotori delle più caratterizzanti tendenze di questo manifesto della fusione estrema tra l’eversione sociale della musica punk bianca e le dissonanze free-jazz della musica nera. “Buy” è un album che trascina inconsciamente tutto il movimento No-Wave.
Funk-punk scosso e schizofrenico, che ha i suoi apici nell’inno “Contort Yourself“, dove il nostro Chance prende le somiglianze di un James Brown psicopatico (lo pseudonimo James White non sarà infatti casuale), o nella ultra sbilenca “Roving Eye“, inquadrata in un perfetto funky-groove da contro-relax.
La No-Wave era uno spasmo culturale, un fenomeno estremista destinato ad esaurirsi e chi ne prendeva parte si sentiva svogliato perché così doveva essere, a prescindere da quello che gli accadeva attorno.
La forza dei Contortions e soprattutto di Chance fu quella di trasformare questa insofferenza in creatività artistica e in modo particolare in musica.
“Buy” ne è uno degli esempi più splendenti, esso è musica per psico-alienati cronici.
Non a caso “Contort Yourself” recita così: “why don’t you try being stupid instead of smart?“.

ma a che ora inizia esattamente? prima o dopo le 22.30