THE CROCODILES
i nuovi Jesus and Mary Chain al 211

martedi 27 ottobre 2009

sPAZIO211
presenta

CROCODILES (usa)

+ HIDRE INTIME

doors: h. 21.29
INGRESSO: euro 5


Poche band hanno potuto contare e fregiarsi del passaparola positivo che ha investito i californiani Crocodiles.
Il loro esordio ‘Summer of Hate’ è uno dei dischi dell’anno, e già c’è chi vede in loro i nuovi Jesus and Mary Chain.

La casa del blues è ora più ampia, dalle parti di Oxford, Mississippi, Fat Possum ha deciso di ampliare sensibilmente i propri orizzonti, tirando a sé formazioni che dell’elettricità hanno fatto un manifesto, pur venendo da un clima tipicamente indie.
Dopo aver pubblicato per gli States fenomeni ‘da copertina ‘ come Wavves, tocca ai Crocodiles creare un ponte tra i seguaci della musica del diavolo ed i più ‘arrendevoli’ sognatori dell’orizzonte rock indipendente.
E di primo acchito i Crocodiles sembrano proprio un gruppo di estrazione inglese a volerla dir tutta.
Lo spam mediatico inizia ovviamente attraverso la rete, grazie al passaparola generato dagli amici californiani No Age che eleggono il brano “Neon Jesus” tra i loro favoriti in una speciale playlist redatta lo scorso anno.
Dato che i due di Los Angeles dopo il contratto con Sub Pop sono divenute vere e proprie istituzioni, per via del cosiddetto buzz si scatena un turbinio di richieste per i Crocodiles, desiderati come attrazione dal vivo, pronti ad indossare le vesti di funamboli del nuovo pop rumoroso.
Perché in sostanza è proprio questa la musica che suonano Charles Rowell e Brandon Welchez, due giovanotti scapigliati che arrivano da San Diego, una città apparentemente sonnolenta, ma capace di scuotere le fondamenta dell’underground americano, grazie ad immortali formazioni hardcore/punk e a più generosi maestri del nuovo rock’n'roll a stelle e strisce (Rocket From The Crypt su tutti)
I Wanna Kill‘ e ‘Summer of Hate‘, parlano però un’altra lingua.
Perché se in lontananza c’è l’eco del lo-fi e la lunga ombra dei Velvet Underground, i brani dei Crocodiles sembrano un tributo alla terra d’Albione, quella che si avviava con passo vacillante alla stagione dello shoegaze.
Ed in particolare i due Crocodiles potrebbero essere etichettati come la versione d’oltreoceano dei fratelli Reid.
Stereogum li ha già ‘bollati’ come un incrocio punk tra Velvet Underground e Jesus And Mary Chain. Nulla di più veritiero.
Appena un anno di gestazione, con la produzione di un 7 pollici autofinanziato, ed i Crocodiles arrivano alla corte di Fat Possum, con ‘Summer Of Hate’, disco che rompe appunto con gli orizzonti solari della California stile Baywatch, puntando direttamente ad un suono oscuro e denso di feedback.
Ma anche intimamente pop.
Insieme ai Crystal Stilts, A Place to Bury Strangers e The Pains of Being Pure at Heart una delle promesse della nuova scena alternativa americana, ed una band che lascia il segno ad ogni ascolto.

www.myspace.com/crocodilescrocodilescrocodiles

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