i MUM eccezionalmente live
a sPAZIO211
martedi 1 dicembre 2009
sPAZIO211
presenta
MUM (islanda)
doors: h. 21.29
INGRESSO: euro 15

A due anni dal loro ultimo lavoro (Go Go Smear the Poison Ivy, FatCat 2007), i múm, maestri del pop eccentrico, tornano con la loro quinta uscita intitolata Sing Along To Songs You Don’t Know (Morr Music, settembre 2009).
Il disco, molto più calmo delle recenti produzioni a firma múm, svela una malinconia quieta e rilassata, che richiama la sabbia che scorre tra le dita o le rapide in un lago…
E, in modo ancora più evidente che in passato, è un’ode alla luce in tutte le sue forme, dalla lampadina sfuocata al sole accecante.
A volte la musica suona ingenua e utopica, riuscendo a rimanere spontanea e pura.
Come sempre le canzoni brillano di suoni inusuali, ruotando attorno al pianoforte, al dulcimer, ad un quartetto d’archi, alle marimba, alle chitarre e all’ukulele; alcune mostrano persino sullo sfondo il verso del parrocchetto dei genitori di Orvar.
L’album è stato registrato in moltissimi posti diversi e in quattro diverse nazioni, sebbene la maggior parte di esso sia stato concepito nella nativa Islanda.
In particolare nella capanna in campagna in cui si è trasferito Gunnar Örn Tynes, anche se, come al solito, il gruppo ha poi avuto difficoltà a restare fermo in un posto e per questo si è spostato per le registrazioni anche in Estonia e Finlandia.
In Estonia i múm hanno preso in prestito una bellissima e vecchissima casa a Leigo, località con centinaia di laghi, in cui hanno registrato con la collaborazione del coro estone Suisapäisa Mixed.
La maggior parte della musica è stata composta nel mezzo della crisi politica e finanziaria che ha recentemente colpito l’Islanda.
E se il governo islandese è stato costretto alle dimissioni da intermittenti disordini civili e dal costante sbattere violento di pentole e coperchi, spingendo un po’ oltre l’immaginazione è possibile trovare un collegamento tra questa turbolenta situazione politica e il sereno idealismo nascosto nella musica di questo disco.
La band, gruppo, collettivo, o in qualunque modo lo vogliate chiamare, consiste in questo album di Gunnar Örn Tynes e Örvar Þóreyjarson Smárason, Eiríkur Orri Ólafsson (tromba / piano/ tastiere / arrangiamenti d’archi), Hildur Guðnadóttir (violoncello / voces), Sigurlaug Gísladóttir (voce / ukulele), Róbert Reynisson (chitarre / ukulele) e il finlandese Samuli Kosminen (batteria / percussioni), il musicista finlandese Högni Egilsson si unisce al gruppo in alcune canzoni, contribuendo alla scrittura e all’arrangiamento dei cori, mentre Guðbjörg Hlín Guðmundsdóttir suona il violino.
