ULAN BATOR
e Elton Junk
tra le più importanti realtà post rock europee
live al 211
giovedi 15 aprile 2010
ROCKOPOT e sPAZIO211
presentano
ULAN BATOR
opening: Elton Junk
doors: 21.29
ticket: euro 10

Nuovo disco e tour per i francesi Ulan Bator, tra le più importanti realtà post rock europee.
L’Italia li ha sempre amati e la band di Amaury Cambuzat mostra il suo eterno amore per il nostro paese con un lungo tour che da nord a sud toccherà molte località.
Gli Ulan Bator sono un gruppo francese, le cui origini musicali si basano sul krautrock e sul post-rock, prendendo spunto da gruppi come Faust, Can e Sonic Youth.
Il gruppo si forma a Parigi nel 1993 ed è fondato da due musicisti francesi: Amaury Cambuzat e Olivier Manchion. Nel 1995, assieme al batterista Frank Lantignac pubblicano il loro primo album dal titolo Ulan Bator, dove fondono una miscela di post-rock dilatato, krautrock tedesco anni settanta e new wave; la particolarità che fin da subito viene notata di questo gruppo è che la musica non segue una determinata impostazione tipica della forma canzone (ritornello, strofa, ritornello), ma si basa soprattutto sull’istinto dei tre musicisti che spaziano come vogliono all’interno dei loro pezzi, e con la quasi assenza di voce riescono ad essere comunicativi e psichedelici allo stesso tempo. Nel 1996 esce il mini album 2 Degrees, dove il gruppo conferma quello che di buono aveva fatto sentire nell’album precedente, e Cambuzat/Manchion iniziano a collaborare con i Faust.
Nel 1997 esce l’album Vegetale, dove tutta l’energia visionaria e la violenza che c’è nella testa dei tre suonatori viene comunicata attraverso la musica. Anche qui i testi cantati non sono molti, anche se la voce di Amaury Cambuzat, tetra, cupa e lontana da il tocco finale all’album. Nel 1998 vengono scoperti dal Consorzio Produttori Indipendenti, capitanato da Giovanni Lindo Ferretti e Gianni Maroccolo, che producono in Italia sia una raccolta dei primi due album, Polaire, sia Vegetale, portandoli anche in tour per diversi live; ed è proprio la presa live che li caratterizza maggiormente, risultando ancora più intensi e caldi rispetto al disco.
Nel 1998 il batterista Frank Lantignac lascia il gruppo e viene sostituito dall’italiano Matteo Dainese (ex batterista dei Jitterbugs, Meathead e Here).
È a questo punto che gli Ulan Bator firmano un contratto con una major, la Young Records, e avvalendosi della collaborazione di Michael Gira (Swans) danno alla luce Ego:Echo, il disco più complicato della loro storia. I pezzi sono tutti cantati, le sonorità sono diverse, più blande, ma non per questo meno psichedeliche e meno cupe, l’impatto con il nuovo batterista è buono, il suono è più tagliente e piatto e dimostra una forte evoluzione fatta dal gruppo rispetto all’inizio.
Nel 2002 esce una raccolta presa da vari live di Ego-Echo, contenente anche brani demo rimasterizzati, dal titolo OK:KO. Tra i pezzi la versione demo di Let go ego, Attak e la versione live di La Joueuse du tambour. Sempre nello stesso anno Olivier Manchion, dopo la realizzazione di questo disco, lascia la band (e fonda i Permanent Fatal Error, e subentra un altro ragazzo di Pordenone, Manuel Fabbro (ex Oslo).
Nel 2003, il gruppo, avvalendosi della colaborazione di Robin Guthrie (ex chitarrista dei Cocteau Twins) alla produzione e di Egle Sommacal (ex Massimo Volume) alla seconda chitarra, sforna il sesto album della sua storia, Nouvel Air, disco che segna un profondo cambiamento del gruppo verso atmosfere molto più soft e placide.
Qui il gruppo porta ancora una cosa nuova nel suo repertorio, e cioè la comunicazione attraverso la musica (e le parole di Amaury) del benessere e della tranquillità emotiva, le atmosfere sono dolci e candide come una continua ninna nanna. Un disco di avanguardia veramente originale.
Siamo così infine a gennaio 2005. Il gruppo sente la necessità di farsi conoscere anche da un pubblico non proprio ristretto e con l’aiuto della casa discografica Jestrai pubblica Rodeo Massacre, album che racchiude dieci anni di carriera del gruppo in una forma ascoltabile a tutti, avvalendosi anche della collaborazione del cantante Emidio Clementi (ex Massimo Volume) per la realizzazione del brano La femme cannibale. Per ogni album prodotto, gli Ulan Bator si sono sempre esibiti dal vivo con almeno una quarantina di concerti all’anno solo in Italia.
A giugno 2005, Amaury Cambuzat e Olivier Manchion riformano il nucleo originale (…)
Nel 2009 Amaury Cambuzat ha partecipato assieme a Gg Funcis degli Eterea Post Bong Band al progetto Kriya Yoga della formazione sperimentale Casa.
Discografia:
Album
- Ulan Bator (1995) – DSA
- 2 Degrees (1996) – DSA
- Vegetale (1997) -DSA/sonica factory
- Ego:Echo (2000) – DSA/Virgin/Young God Records
- Nouvel Air (2003) – Independante
- Rodeo Massacre (2005) – Jestrai/Rock Revolution
- Tohu-Bohu (Aprile 2010) – Acid Cobra Records
EP’s
- SOLeils (2009) – Acid Cobra Records
Compilations/Rare
- Polaire (1997) – Dischi del mulo/CPI
- D-construction (1999) – DSA
- Ok:Ko (2002) – Audioglobe
- Ulaan Baatar (2007) – Jestrai/PIAS
www.myspace.com/ulanbatorarchive

In apertura ELTON JUNK , formazione senese attiva dal 2001, si è guadagnata nel tempo una solida reputazione nel panorama indipendente italiano. Autori di colonne sonore per cinema, teatro ed installazioni, sono una band dall’impatto live di assoluta qualità, in qualsiasi contesto, acustico o elettrico; forti del loro suono europeo, hanno riscosso consensi a Berlino, dove sono stati invitati in più occasioni.
Con tre album all’attivo [Moods, 2002 – Piss On a Dead Tree and Watch It Grows, 2005 – Because Of Terrible Tiger, 2007], gli Elton Junk sono stati sempre accolti con entusiasmo e interesse dalla critica specializzata, per la quale il terzetto senese rappresenta una delle realtà più interessanti dell’ underground musicale italiano.
A tre anni da Because of Terrible Tiger, il trio senese dà alle stampe il suo quarto album, ancora per Forears. Questa volta si è cercato un disco senza limiti di sorta, cui dedicare tutta l’energia necessaria per la sua riuscita migliore, senza risparmiarsi. Il risultato è Loophole, che si muove tra rock indolente, melodie dissonanti, canzone d’autore e giocattoli ipnotici. Nel cuore Nick Cave, Tom Waits, torbido blues, Jim Morrison e asimmetrie wave. Negli occhi psichedelia e Bagdad Café. In mente giochi elettronici. I testi e gli arrangiamenti caratterizzano ancor di più, spesi con naturalezza tra inglese e italiano. Tre mesi passati in studio, vivendoci per davvero, e altri tre per completare l’opera, curando il particolare. Tre mesi in cui sono passati per lo studio diversi amici musicisti che hanno collaborato all’album. Gli Elton Junk sono: Andrea Tabacco, Alessandro Pace e Giulio Pedani.
