mercoledì 15 dicembre 2010 live @sPAZIO211
DAKOTA DAYS
mercoledì 15 dicembre 2010
sPAZIO211
presenta
DAKOTA DAYS
(Ronald Lippok // Tarwater, To Rococo Rot
+ Alberto Fabris)
doors: 21:29
ticket: 6 euro
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Galeotto fu un tour al seguito di Ludovico Einaudi. Ronald Lippok, membro in pianta stabile nei progetti Tarwater, To Rococo Rot e White Tree, e Alberto Fabris, promotore di diversi gruppi in ambito pop-rock (tra le sue collaborazioni anche Pacifico e Masculine/Feminine, i futuri Blonde Redhead) e da tempo assistente musicale del pianista-compositore, si sono infatti incontrati tre anni fa durante la tranche tedesca dei concerti legati all’album di Einaudi “Divenire”.

Un incontro non del tutto casuale – il berlinese impreziosiva il minalismo pianistico di Einaudi con le percussioni, mentre il secondo si occupava dell’elettronica, -, da cui è nata una proficua collaborazione che si è in seguito tradotta in un duo ribattezzato Dakota Days, artefice di una brillante (ed omonima) opera prima registrata in tre diverse session di una settimana ciascuna a cavallo tra il 2008 e gli inizi del 2009 presso il Marmite studio di Fabris, sul lago di Varese. In tutto una dozzina di brani eterogenei per visioni ed atmosfere che, pur riflettendo passioni e ascolti estremamente variegati e per certi versi antitetici (dalla psichedelia e il prog rock anni 70 ai Public Image Limited; dai Fleetwood Mac alla new wave), sono espressione di un sound spontaneo, intimo e alto tasso di improvvisazione, punto di incontro tra sperimentazione e intuizioni melodiche, talvolta anche gioiose. «Abbiamo messo insieme i nostri due mondi, i nostri background al solo scopo di intrattenere noi stessi: senza secondi fini e senza nessuna pressione da parte del discografico di turno», ha commentato Alberto Fabris, polistrumentista, laureato in composizione e musica popolare alla Brunel University di Londra sottolineando come l’intero album sia stato composto, suonato e prodotto dalla coppia. «Trovarmi da solo nella casa-studio di Comerio (nello specifico: la camera da letto e la cucina della nonna di Alberto situata al pianterreno della sua casa di famiglia, ndr) mi ha fatto rivivere emozioni provate durante la mia militanza punk ai tempi della Germania Est.
Tempi di autarchia e di creatività intensa quanto libera. Si suonava quel che si voleva, lo si registrava su nastro e poi i tape venivano regalati. Senza filtri né compromessi», gli ha fatto eco Ronald Lippok, il cui inconfondibile cantato ipnotico segna l’intero disco. «A casa Fabris, munito di sampler analogico, tastiera e batteria, ho vissuto una sorta di full immersion nella musica e devo dire che l’interplay con Alberto ha funzionato a meraviglia. Ricordo che in quelle settimane molto piovose non c’era altro da fare che creare e suonare e se mancava uno strumento ce lo prestava qualche amico musicista di Alberto che abitava in zona. Mi sentivo come John Lennon nel Dakota Building, eppure il risultato finale è stato davvero entusiasmante. Queste canzoni, di cui ho scritto anche i testi, le considero una sorta di regalo di compleanno per il mio 45esimo compleanno».
Registrato “live” e mixato a Comerio (ma il mastering finale è stato effettuato al Calix studio di Berlino), “Dakota Days”, che include anche le rilettura (stravolte) di “Slow”, una delle hit di Kylie Minogue, nonché della cover della sigla dell’edizione originale della serie tv “Love Boat” (in realtà sono state riprese le liriche, mentre la musica è totalmente diversa), ha visto inoltre la partecipazione in quattro brani di Andrea Rubuffetti alla chitarra elettrica, lud e sitar, musicista al momento alle prese con il progetto solista di Edda, ex Ritmo Tribale.
A cura di Luca Testoni
Un lavoro senza un vero filo conduttore, se non l’attitudine scevra da ogni tipo di compromesso e sicuramente vicina all’etica punk del “do it yourself”. “ Di certo non siamo un gruppo punk” – sottolinea Lippok – ma la forza e la genuinità sprigionata durante le registrazioni mi ha fatto più volte tornare alla mente gli anni della mia militanza berlinese”.
ROLLING STONE
Una più che piacevole scoperta che accontenta gli estimatori della musica d’autore
7/10
ROCKERILLA
Un album meraviglioso, da ascoltare durante le rare piogge estive. Una goccia che scende lungo il vetro, di quelle che possono sembrare lacrime, attraverso cui il mondo circostante assume forme strane, sebbene reali. Una pura dimostrazione di classe, da cui tanti dovrebbero attingere.
ROCKIT
Un ispirato divertissement che diventa particolarmente convincete in episodi come la ruvida e rutilante The Kiss o Slow , brano irriconoscibile di Kylie Minogue che si trasforma in un vodoo blues dilatato allo spasimo.
IL MUCCHIO SELVAGGIO
Certo, non c’è nulla di nuovo negli arpeggi di Atumn e Without a stone, ma tutto appare così estremamente azzeccato, tanto da dimenticarsene subito. Ci si lascia dolcemente trasportare da atmosfere impalpabili ed emozionanti, dove persino una rivisitazione di Slow di Kylie Minogue non appare fuori contesto, bensì un delizioso divertissement. Un album pronto a insinuarsi nella vostra discografia senza che ve ne accorgiate!
10/10
MAGMUSIC
Un disco che non trascurando né correnti new wave, né la schietta aurea prog, può apparire un disco più ampio di ciò che sembra emergere dalla sua descrizione. Un disco da ascoltare con trasporto ed attenzione, se non addirittura ad occhi serrati, perché brani come “The hunter” e “Sinners like us” non riuscirebbero a vive appieno, se mescolate con la degenerante generazione multitasking.
MUSIC ON TNT
Dakota Days è un lavoro che porta avanti idee interessanti e spesso efficaci, è un album complesso ma che nella sua complessità d’ascolto riesce a dare spazio ad una buona verve melodica.
MPNEWS
