venerdì 21 gennaio 2011 live @sPAZIO211

PERTURBAZIONE + BOB CORN

venerdì 21 gennaio 2011

sPAZIO211
presenta

PERTURBAZIONE

+ BOB CORN

doors: 21:29
ticket: 10 euro

CONSIGLIATO: clicca qui per ACQUISTARE ONLINE

- DEL NOSTRO TEMPO RUBATO -

Del nostro tempo rubato è il nuovo album dei Perturbazione. Arriva dopo oltre tre anni dall’ultimo disco di inediti “Pianissimo Fortissimo”. Il quarto disco in italiano del gruppo piemontese, dipende da come si conta. Quel che conta o quello che è superfluo. Ci sono voluti due anni pieni per farlo. I Perturbazione l’hanno visto nascere e lievitare in casa, da soli, con il supportofondamentale di Fabio “Magister” Magistrali, già al lavoro con la band su “In circolo”, l’unico uomo dietro al mixer di cui i Perturbazione hanno completa e compatta fiducia.

Del nostro tempo rubato è quello che una volta si sarebbe definito un album doppio: più di 20 canzoni, 75 minuti circa. Arriva un punto nella vita di una band o di un artista in cui osare diventa la necessità. Lo hanno fatto, tra gli altri, Clash, Sonic Youth, Husker Du, Minutemen e prima ancora i Beatles. E’ arrivato il tempo di rischiare. Davvero. Mai come oggi vale la pena di rinunciare alle 10 canzoni raccolte in un glaciale jewel box. Rischiare fino in fondo perché si sono sedimentate un mucchio di cose da estrarre e da dire, ora. Anche Del nostro tempo rubato nasce con la necessità di comunicare attraverso le canzoni, come sempre nella storia del gruppo. Solo che stavolta i Perturbazione le hanno assecondate invece di guidarle passo dopo passo. PERTURBAZIONE – DEL NOSTRO TEMPO RUBATO Suonare, provare, osservare cosa ne esce fuori. Il risultato è l’album in assoluto più ambizioso del gruppo. Ma anche il disco che nessuno si aspetterebbe da loro. I Perturbazione danno qui sfogo a tutte le loro passioni musicali e narrative. È un disco esteticamente ed eticamente fuori dal tempo, figlio di Zen Arcade, Sandinista, English Settlement e Daydream Nation, ma in cui il pop, nel suo senso più nobile, risuona in ogni traccia. Un album sporco, gonfio, bagnato, livido, autunnale, primaverile, domestico, randagio, viaggiante, irritato, forse felice. Acustico, classico, elettrico, elettronico. Un disco e un gruppo unici, che per arrivare a scrivere, eseguire e soprattutto immaginare questa complessità ha attraversato diversi cambiamenti. Traslochi di formazione, etichetta, città, famiglia. Il trasloco è una metafora esistenziale. Mille sono le ragioni per cambiare casa: perché si sta stretti o perché all’improvviso c’è troppo spazio, perché è legata a ricordi troppo dolorosi o troppo dolci, perché è abitata dai fantasmi, da coinquilini insopportabili o da vicini rumorosi, perché ci hanno sfrattati, perché non sopportiamo più la provincia e cerchiamo la grande città, perché la metropoli ci soffoca, perché in questo quartiere non si vive più, perché me ne vado dall’Italia arrangiatevi, perché torniamo dai nostri genitori, perché lei mi ha lasciato, perché lui se n’è andato, perché perché perché… Per loro fortuna, negli ultimi tre anni i Perturbazione hanno cambiato casa perché ci voleva una stanza in più. Quella per un figlio. O sono fuggiti da una casa per lasciare qualcosa e cercare qualcos’altro. Ma in comune con tutte queste trame incrociate c’è il regolamento di conti che attende al varco chiunque sia costretto a infilare ogni suo avere dentro scatoloni chiusi con lo scotch da pacchi. Ci sono le vecchie lettere d’amore, i dischi di pezzi previously unreleased che avrai ascoltato sì e no due volte in tutta la vita, gli album Panini, i 45 giri degli anni ‘80, le foto della classe delle medie, l’allacciamento alla rete internet da parte di un nuovo provider che ti ha fatto un’offerta impossibile da rifiutare e che poi ci mette due mesi a farsi vivo, i mobili e i servizi di porcellana che i tuoi parenti cercano di rifilarti con la scusa che hai più spazio… Ci si accorge che le nostre esistenze sono simili alle memorie dei nostri hard disk o supporti magnetici. Pieni di tutto, utili a poco. Nel 2010 l’Italia sembra qualcuno che deve affrontare un trasloco. Ma non ha nemmeno ancora pubblicato l’annuncio. Questo paese è una casa da cui fuggire, ma in cui si finisce sempre e comunque, per slancio o sfinimento, col riprovarci. Nessuno ha più fiducia nell’Italia e negli italiani. Ma i Perturbazione hanno fiducia nell’italiano, inteso come lingua, a cui hanno deciso di affidare le loro storie. E tutto continua, un amico deve traslocare. Così eccoli qua, i Perturbazione, con un paio di jeans vecchi e una maglietta bianca di recupero, a tentare di dargli una mano. Sono le dieci e siamo tutti al bar ad aspettare gli ordini, l’amico ha chiamato al cellulare, ha bucato la sveglia, sta scendendo, ordinategli un caffè, arriva, sposta qua, carica lì, i libri di là, le stoviglie in cucina.

I dischi… chi li fa più i dischi, nel 2010?

“Buongiorno buonafortuna” è il nuovo singolo dei Perturbazione tratto dal fortunatissimo album “Del nostro tempo rubato”, uscito il 21 maggio scorso per Iceberg/Santeria, distribuzione Audioglobe. Il nuovo singolo ha confermato il gruppo torinese ai vertici dell’ attenzione sulla scena italiana più creativa e amata dagli ascoltatori e, con la partecipazione di Dente, è diventata una della tracce più conosciute del disco, balzata ai vertici delle visualizzazioni su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=URdq6tL1Ag8) senza nemmeno avere ancora un videoclip e continua ad essere trasmessa in alta rotazione su Radio Deejay, all’interno del noto programma “DEEJAY CHIAMA ITALIA”.

I Perturbazione nascono come band adolescenziale a Rivoli, in provincia di Torino, nei tardi anni ’80. Il gruppo viene fondato da Tommaso Cerasuolo, all’epoca basso, e Rossano Lo Mele, batteria. In realtà nessuno dei due sa suonare alcuno strumento, ed è per questo che ci si rivolge al chitarrista autodidatta e compagno di liceo Gigi Giancursi. Mentre Tommaso si allontana per motivi di studio il gruppo comincia a frequentare le sale prove della provincia. Si esibisce dal vivo per la prima volta nel ‘90 al concerto di fine anno del liceo: i Perturbazione sono in 4, poco più che maggiorenni. Tommaso rientra, ma come cantante, al principio dei ‘90. La storia è punteggiata da infiniti concerti in birrerie e centri sociali, già all’epoca in tutta Italia, da Napoli a Padova. Anche a causa di una fanzine che accusa il suono del gruppo di anemia, i Perturbazione allargano la formazione, coinvolgendo nel ’94 la violoncellista Elena Diana: viene dal Conservatorio, ma si è un po’ stancata dei dogmi che l’hanno formata. Nel ’96 esce Corridors, primo singolo autoprodotto in vinile: 45 giri, premessa dell’album d’esordio che vedrà la luce nel ‘98 per la On/Off di John Vignola. Con l’uscita di Waiting to Happen i Perturbazione ampliano il raggio dell’attività live e la formazione si rimpolpa con l’ingresso di una seconda chitarra: quella di Cristiano Lo Mele, fratello di Rossano. La band diventa e rimane un sestetto. Il cd esaurisce in fretta la tiratura, nel circuito underground si parla sempre più spesso dei Perturbazone, così il successivo mini album 36, edito sul finire del ’98 dalla Beware, diventa sold-out altrettanto velocemente, rappresentando anche il passaggio dall’inglese all’italiano (i primi due dischi verranno poi ristampati su unico cd nel 2002 da Santeria).Proprio questa delicata fase di conversione della lingua richiede alcuni anni: bisogna aspettare il 2002 per l’uscita di In Circolo, il bestseller del gruppo, all’epoca rifiutato da tutte le case discografiche e stampato poi da Santeria/Audioglobe. Uscito in sordina, in realtà il disco diventerà un classico del rock indipendente l’anno dopo, grazie al video e al singolo di Agosto, che diventano presenza fissa su MTV e Radio Deejay. Comincia il tam tam e un tour che porterà i Perturbazione in tutta Italia per 130 concerti. L’attività live è ora il punto di forza della band, spesso ospite del festival Tora! Tora! organizzato da Manuel Agnelli (Afterhours). Chiunque abbia visto i Perturbazione live potrà testimoniarne l’unicità: nessun concerto è mai uguale a un altro, Tommaso è un performer inimmaginabile vista l’introversione dei testi del gruppo. Infatti la band vince per due anni il premio come miglior tour italiano al Meeting delle Etichette Indipendenti. Il gruppo, figlio del rock alternativo degli ’80 (Cure, R.E.M., Smiths), mostra una capacità rarissima di unire testi personali, facendoli però attraversare da un suono pop-rock obliquo quanto orecchiabile. Le canzoni di In circolo diventano note tra gli appassionati di musica indipendente e portano al successivo, attesissimo album, Canzoni allo specchio. I Perturbazione firmano un contratto con Mescal (Subsonica, Afterhours etc.): dalle brume della bassa padana, e con la produzione artistica dell’ex Scisma Paolo Benvegnù, affiora nel 2005 Canzoni allo specchio: scurissimo e più ancora riflessivo dei precedenti. Ciò non di meno il singolo Se mi scrivi (nel cui video Carlo Lucarelli recita la parodia di se stesso, assieme a Marina Massironi) diventa uno dei successi dell’estate. Sulla scia del successo di quest’album i Perturbazione scrivono e portano in scena uno spettacolo dedicato alle città italiane e a come queste sono state cantate e raccontate dalla musica nazionale, dal dopoguerra a oggi. Nasce così Le città viste dal basso: concerto ogni volta diverso dove è fondamentale la presenza di musicisti ospiti, in quanto portatori d’esperienza e canzoni legate alla propria città: così si sono alternati sul palco con i Perturbazione autori come Manuel Agnelli, Francesco Bianconi, Max Pezzali, Vasco Brondi, Emidio Clementi, Meg, Cristiano Godano e altri ancora. Le città viste dal basso diventa poi nel 2009 un vinile in edizione limitata che raccoglie il meglio del tour omonimo, mentre Alice Tv decide nel 2008 di realizzarne una serie documentaristica a puntate. Nel 2006 avviene un ulteriore salto: i Perturbazione firmano per la Capitol/Emi. Così, mentre Linus chiede loro di rifare Sapore di sale per la sigla di coda di “Deejay chiama estate”, la band prepara Pianissimo fortissimo: ideale terzo album che chiude la trilogia della formazione della band. Il disco esce nella primavera del 2007, anticipato dal singolo Battiti per minuto, nel cui video Remo Remotti interpreta se stesso. Gli archi di Pianissimo fortissimo vengono arrangiati e suonati da Davide Rossi, poi al lavoro con i Coldplay su Viva la Vida e con Goldfrapp e Depeche Mode. Pianissimo fortissimo è accolto benissimo dal vivo come dalla critica e i Perturbazione: è il primo album italiano a essere lanciato in streaming dal social network MySpace Italia, consolidando il rapporto tra il gruppo e il web (i Perturbazione sono stati tra i primi musicisti italiani ad aprire un blog). Dopo cinque anni di corsa è però tempo di ripensamenti: il rapporto che lega la Emi ai Perturbazione è oggetto di divergenze artistiche e il gruppo decide di lasciare la multinazionale nel 2008, inaugurando la propria etichetta: Iceberg. Nel frattempo i sei decidono di riprendere in mano un altro spettacolo, integralmente pensato e confezionato dalla band. Si tratta di Concerto per disegnatore e orchestra, un incontro inedito tra teatro di figura e animazione primordiale dove Tommaso Cerasuolo disegna in diretta una storia che viene ripresa da una piccola camera e proiettata su uno schermo a beneficio degli spettatori; mentre nel frattempo gli altri cinque la sonorizzano dal vivo. Cominciano i preparativi per il nuovo album. I Perturbazione affrontano un giro di riscaldamento chiamato Preliminari Tour che riscuote un successo inaspettato. Natale: visto che l’anno si chiude col botto, i Perturbazione decidono di omaggiare i propri fan di un album d’inediti in inglese. Si tratta di Enlarge Your English, 12 canzoni pubblicate per l’editoria scolastica e mai uscite a livello discografico. L’operazione ottiene tale eco che viene prolungata sino a fine febbraio. I Perturbazione si apprestano ora a girare l’Italia nel 2010 con un nuovo album, Del nostro tempo rubato, in uscita a Maggio per Santeria/Audioglobe. Esperienza attesa dai molti fan del gruppo ma soprattutto dagli stessi componenti della band, visto che negli ultimi anni Cristiano, Gigi ed Elena hanno accompagnato dal vivo Syria; Tommaso realizza videoclip in animazione e ha pubblicato (con gli Airportman) un disco solista fatto di cover di brano di culto; e infine Cristiano ha diffuso dischi con la sua etichetta (I Dischi de L’amico Immaginario) e il suo altro gruppo, Totò Zingaro. Siccome l’unione spesso fa la forza, i Perturbazione sembrano aver finalmente capito che il suonare assieme in studio e dal vivo è con tutta probabilità l’unica cosa davvero irripetibile della (loro) vita. C’è ancora molto da dire, ma soprattutto ci sono cose nuove da raccontare e da suonare.

Ancora insieme: la storia ricomincia da qui.

www.perturbazione.com

www.myspace.com/perturbazione