giovedì 3 febbraio 2011 live @sPAZIO211

QUINTORIGO

giovedì 3 febbraio 2011

sPAZIO211 presenta

QUINTORIGO

doors: 21:29
ticket: 10 euro
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La band, fin dalle origini concepita come ensemble di tre strumenti ad arco, un sassofono ed una voce, muove i suoi primi passi verso la metà degli anni ’90, maturando le tecniche di arrangiamento applicate al rock d’autore ed esibendosi come inconsueta cover-band nei club dell’Emilia-Romagna. Le prime “illustri vittime” delle loro insolite rielaborazioni sono, per citarne alcune, Beatles, Hendrix, Deep Purple, Nirvana… ma anche Area, Battiato… e poi Mozart, Rossini, ma anche Davis, Hancock… Lo studio dei Maestri del passato conferisce loro dimestichezza e facilità nel superare il congenito gap percussivo-armonico, ed arrangiare (filologicamente o con totale e dissacrante libertà) diventa una sfida, un banco di prova, un’arte che i Quintorigo elaborano a modo loro. E che ben presto porta all’urgenza di scrivere materiale inedito.

La fede nel progetto e l’onestà intellettuale del gruppo li porta a tentare concorsi e festival, prima locali, poi nazionali. Arrivano così le prime conferme: 1° posto ad Arezzo Wave ’98, premio della critica e per il miglior arrangiamento a Sanremo ’99, premio Tenco, lo stesso anno, come miglior opera prima, miglior arrangiamento a Sanremo 2001… per citarne alcuni, fino ad arrivare ai riconoscimenti dell’ultimo lavoro: premio come miglior formazione dell’anno 2008, conferito da Top Jazz. In più di dieci anni di carriera i Quintorigo hanno trasformato la loro passione per la musica in un lavoro vero e proprio, realizzando decine di tournée, migliaia di concerti, seguiti da un pubblico colto ed affezionato (memorabili e prestigiose le partecipazioni al Primo maggio a Roma, al Premio Tenco, al Premio Ciampi, Umbria Jazz, Premio Recanati, Alterfesta di Cisternino, Mittelfest di Cividale… ). Parallelamente il lavoro discografico: almeno sette CD, da Rospo del ’99, ai recentissimi Quintorigo play Mingus e Le Origini. Sterminato l’elenco delle collaborazioni. Con particolare commozione ed affetto i Quintorigo amano citare, fra i tanti, Carmen Consoli, Ivano Fossati, Franco Battiato, Enrico Rava, Antonello Salis, Roberto Gatto, Gabriele Mirabassi, Maria Pia De Vito…Ma la storia non finisce qui. I Quintorigo nell’ultimo anno di lavoro hanno raddoppiato la loro attività live proponendo due spettacoli distinti con due vocalist diversi: Quintorigo play Mingus con Maria Pia De Vito e Quintorigo Le Origini con Luca Sapio, dedicando il tempo libero dal doppio tour alle nuove realizzazioni in cantiere, fra cui un nuovo album di inediti in fase di registrazione con il cantante Luca Sapio, che vedrà la luce nella prima metà del 2010.

- English Garden -

Tornano sulle scene musicali i magici Quintorigo con un disco che segna un’ulteriore, importante scommessa nella loro affascinante e sempre cangiante carriera.
La “factory” Quintorigo si è rimessa dunque di nuovo al lavoro: dopo la recente, travolgente tournée del Play Mingus, dopo aver rimasticato il jazz di uno dei grandi pitecantropi eretti e dopo aver vinto il Top Jazz nel 2009 come miglior formazione jazz dell’anno, per il nuovo progetto la band ha deciso di rimodellare la propria personale idea di ital-rock, componendo un disco completamente in lingua inglese e chiedendo ad una delle attrici/cantanti icone del momento, Juliette Lewis, di suggellare con la sua unica e sensuale voce ad alcuni brani del loro nuovo album, English Garden.
Un disco che già dal titolo rivela le ambizioni della band. Il giardino inglese rappresenta per la factory-Quintorigo un simbolo di convivenza di opposti, un portentoso gioco di equilibri, in cui il selvaggio si bilancia con il regolare, l’ameno con il malinconico, il maestoso con l’elegante, un luogo misterioso che si lascia mano mano scoprire senza rivelarsi con una chiara visione d’insieme. English Garden simboleggia un ritorno all’attitudine istintiva e viscerale del rock degli esordi della band. Quel qualcosa di ancestrale che tutti i musicisti dopo una lunga carriera dovrebbero avere sempre il coraggio di riprendere in mano e tornare a farci i conti. Per rivederlo, stravolgerlo e rimettersi in gioco ancora una volta.
E questa attitudine viene espressa con gli strumenti di sempre: il sassofono di Valentino, il violoncello di Gionata, il violino di Andrea, il contrabbasso di Stefano. Strumenti classici (mal)trattati come non mai, sfibrati e trasformati con potente energia; filtrati e modificati con mirabolanti giochi di suoni da una moderna sensibilità e sparati all’unisono verso risultati che sanno di sperimentazione, di portentoso rock’n roll, a tratti di jazz, di soul e di quella perversa e salutare attitudine punk/blues che non hanno mai perso. Quella voglia di urlare in musica, di amalgamare la dolcezza con la rabbia e la ruvidezza delle origini. E poi c’è la voce di Luca Sapio, il nuovo arrivato che mette il suggello di rango, autore di tutti i brani insieme al resto della band, come nelle migliori factory musicali. Una voce che diventa a tratti un vero e proprio strumento, che gratta le corde vocali come un serpente accarezza le sue stesse spire, e che interpreta appieno la voglia dei Quintorigo di uscire fuori dall’Italia ed andarsene finalmente a spasso per il mondo. English Garden infatti arriverà presto anche all’estero. Partendo dalla Romagna, da quella via Emilia che in fondo può condurre da qualunque parte, basta percorrerla e ti porta lontano: dall’attitudine popolare ed orchestrale fino alle propaggini della più moderna downtown metropolitana. Come in questo mirabolante e stupefacente album. Che non è mai lo stesso, che passa da episodi dolcissimi a rapinose ventate di furia musicale, da sospensioni bucoliche a momenti di avanspettacolo, da taglienti staffilate di archi e urla di sassofoni bruciati, fino alle risate erotico/sataniche di Juliette Lewis in Lies! e How does it feel?.

www.quintorigo.com